Viterbo – (sil.co.) – Banda del buco, sfilano le vittime: “Ladri traditi dalle linee esclusive della grande distribuzione”. Secondo l’accusa professionisti del furto, erano il terrore dei supermercati.
E’ ripreso il 22 dicembre con una carrellata di parti offese il processo alla banda che la notte tra il 21 e il 22 agosto 2014 sarebbe riuscita in una sola volta a rubare 25mila euro in biancheria per la casa, calzature e abbigliamento presso un grande magazzino sulla Cassia Nord, alle porte di Viterbo. Nell’arco di un paio di anni, avrebbero rubato di tutto dappertutto. Privilegiando, a parte un bar vicino alla Motorizzazione, sempre le “rivendite all’ingrosso”.
Traditi da un complice ubriaco al pronto soccorso di Belcolle. Presunte menti dell’organizzazione criminale attiva a Viterbo e provincia tra il 2014 e il 2015, secondo l’accusa, due fratelli, difesi dall’avvocato Andrea Fabbio.
Grazie al paziente scalmanato dell’ospedale, refurtiva di ogni genere, destinata anche all’esportazione, è stata trovata occultata in tre garage presi in affitto a Viterbo dai banditi: uno in via Madre Teresa di Calcutta nel quartiere di Santa Lucia, uno in viale Bruno Buozzi al Pilastro e l’altro in via Igino Garbini a Villanova.
Banda del buco – Hanno indagato polizia e carabinieri
Dalla carta igienica all’olio per i motori…
Li hanno scovati e arrestati in nove, tutti romeni, polizia e carabinieri, dopo che per mesi avrebbero messo a ferro e fuoco il capoluogo. In cinque, tre uomini e due donne, sono tuttora a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini con la pesante accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di oggetti di provenienza furtiva.
Nell’arco di un paio di anni, avrebbero rubato di tutto dappertutto. Dai generi alimentari nei supermercati alle scarpe nei negozi monomarca, dall’abbigliamento ai cosmetici e profumi nei negozi griffati delle gallerie dei centri commerciali, dagli attrezzi da lavoro ai pneumatici presso le maggiori rivendite della Tuscia, dalle macchine da caffè alle confezioni di caffè, dall’olio per motori alle lampadine per i fari delle macchine, dai rotoli di carta igienica agli asciugatutto.
“Scatolame e abbigliamento delle nostre linee esclusive”
Tra i testi sentiti in aula la vigilia di Natale, anche l’allora capo area della catena discount Lidl, cui la polizia, il 3 febbraio 2015, chiese di visionare un video della merce nascosta nei garage.
“I furti erano continui e la regola era denunciarli tutti. A Viterbo, oltre che di generi alimentari, prevalentemente scatolame, i ladri si sono appropriati anche di capi d’abbigliamento, tutti generi delle nostre linee esclusive. La merce che ci fu mostrata era già sotto sequestro, e c0era anche altra refurtiva, provento di altri furti”, ha spiegato.
Decine le denunce acquisite al termine dell’udienza, per tornare in aula più “snelli” il prossimo 29 giugno, quando sarà sentito l’ultimo testimone ed è prevista anche la discussione.
In azione travisati sotto gli occhi delle telecamere
Secondo quanto emerso all’ultima udienza, a Viterbo avrebbero colpito anche alla Gardenia, rubando perfino i tester dei profumi di marca con l’etichetta del negozio.
Svaligiato nottetempo dai banditi, il 20 giugno 2014, anche un bar vicino alla Motorizzazione. “Per entrare hanno forzato la porta e si sono presi congelatore, gelati, surgelati, bevande, macchina per il caffè che valeva da sola sui 1400 euro“, ha detto in aula il titolare.
Il 6 marzo 2015, presso un punto vendita della grande distribuzione alimentare Conad, avrebbero fatto man bassa di salumi, liquori e quant’altro col marchio, per cui facilmente riconoscibili e restituiti, come negli altri casi, alle vittime. Presso un ingrosso di Ronciglione, da dove sarebbero sparite bottiglie e bottiglie di liquori, rubati da banditi travisati sotto gli occhi della videosorveglianza, sono stati rubati in una volta anche 24 pacchi di caffè Lavazza Oro.
Articoli: “Refurtiva stipata in tre garage al Pilastro, Santa Lucia e Villanova” – Colpo grosso della “banda del buco” con bottino da 25mila euro, in nove a processo
In fuga con la cassaforte piena di incassi
Il colpo grosso da 25mila euro è stato messo a segno nell’estate di oltre sette anni fa da Carabetta, dove i banditi, praticando un grosso foro per forzare la serranda d’ingresso, sono riusciti a portare via, oltre alla merce sugli scaffali, perfino la cassaforte con al suo interno 12mila euro di incassi e uno scontrino con su scritto a penna l’importo di 12mila euro.
Scontrino che poi è stato rinvenuto, sette mesi dopo, durante la perquisizione di uno dei tre garage usati come magazzini per la refurtiva.
Traditi da un complice ubriaco a Belcolle
Durante il processo è stato sentito anche un poliziotto della squadra mobile. “A gennaio 2015 la volante è intervenuta al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per un ubriaco romeno che stava dando in escandescenze, così è venuto fuori di un garage con nascosta della refurtiva”, ha spiegato.
“Siamo andati in via Madre Teresa di Calcutta e i condomini sono subito scesi per dirci che c’era un via vai sospetto. All’interno abbiamo trovato refurtiva riconducibile a quattro furti: un prosciutto da 162 euro con ancora il cartellino del prezzo, rubato in un supermercato vicino alla questura; una marea di pneumatici rubati tutti presso un punto vendita di Vetralla nell’ultimo mese, nel corso di più raid, di marche di cui l’attività aveva l’esclusiva a livello nazionale; una macchina per il caffè e sacchi di caffè rubati presso un bar vicino alla motorizzazione: e una quantità incredibile di placche antitaccheggio, nonché la cassaforte e lo scontrino con l’incasso scritto a penna del colpo di agosto al grande magazzino Carabetta sulla Cassia Nord“.
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