Valentano – Si aggrava la posizione del pastore d’origine romena arrestato il 13 gennaio in un casolare della tenuta di 600 ettari sul lago di Mezzano dove avrebbe picchiato la moglie che, scalza e coperta di sangue, ha percorso 7 chilometri a piedi per chiedere soccorso alla caserma dei carabinieri di Farnese. Lo scenario è lo stesso del rave party di Ferragosto.
L’uomo, cui sono stati contestati i maltrattamenti aggravati, sarà processato davanti al collegio. Adesso rischia un inasprimento della misura.
Il feroce pestaggio, sfociato in dieci giorni di prognosi, sarebbe scattato quando, rientrando per pranzo, il marito avrebbe trovato la moglie che stava ancora cuocendo il pane invece della tavola imbandita.
Carabinieri in azione in aperta campagna – immagine di repertorio
Il giudice Roberto Colonnello, che venerdì ha convalidato l’arresto rinviando a ieri il processo per direttissima, contestando all’imputato il reato di maltrattamenti aggravati, in base all’inasprimento della normativa contro l’escalation di femminicidi, ha dichiarato il caso di competenza non del giudice monocratico ma del tribunale collegiale, davanti al quale dovrà quindi comparire questa mattina l’imputato.
Con l’occasione ha rinviato gli atti al pubblico ministero, sottolineando che l’accusa, in considerazione dell’aggravante, potrebbe a questo punto decidere di chiedere una misura cautelare più severa e rigorosa rispetto agli attuali divieto di avvicinamento alla vittima e allontanamento dalla casa familiare rafforzati dal braccialetto elettronico.
Ovvero, la procura, alla luce di quanto emerso durante l’udienza di convalida, potrebbe chiedere oggi la custodia cautelare in carcere oppure gli arresti domiciliari.
Il difensore Enrico Valentini
Per cercare di ridurre i danni, il datore di lavoro della coppia, l’imprenditore Piero Camilli, tramite il difensore Enrico Valentini, ha proposto il trasferimento della moglie e dei due figli minori dell’imputato in un’altra sua tenuta distante una trentina di chilometri, nelle campagne di Sorano, dove la donna potrebbe continuare ad essere impiegata e percepire uno stipendio con le stesse mansioni che svolge sul lago di Mezzano.
Il marito, che invece a Valentano fa il pastore, secondo l’alternativa proposta dalla difesa, dovrebbe restare nel casolare “di famiglia” da cui attualmente è stato allontanato, per continuare a occuparsi del bestiame, un’attività per svolgere la quale l’uomo dovrebbe altrimenti essere necessariamente sostituito, senza possibilità al momento di avere altrove una diversa collocazione lavorativa all’interno dell’azienda e il rischio, per i figli della coppia, di vedere ridurre il sostentamento economico, garantito ora dagli stipendi di entrambi i genitori.
Silvana Cortignani
– Picchiata a sangue dal marito, scappa per sette chilometri a piedi scalzi per le campagne
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY