Uno scorcio di Bassano in Teverina
Bassano in Teverina – (sil.co.) – Il 4 luglio 2019 aveva scritto su Facebook che una cooperativa “molto vicina al sindaco Alessandro Romoli” aveva assunto personale part-time a Bassano in Teverina “a titolo di voto di scambio”.
Per questo un 71enne del posto è stato condannato a mille euro di risarcimento alla cooperativa per il reato di diffamazione a mezzo stampa nonché alla pubblicazione della sentenza.
La sentenza del giudice Fiorella Scarpato è di novembre, mentre l’ordinanza definitiva del tribunale civile di Viterbo, dopo alcune integrazioni, è del 24 gennaio. La cooperativa di servizi “Avvenire” di Soriano nel Cimino, assistita dagli avvocati Pietro Pesciaroli e Francesco De Matteis, contava all’epoca dei fatti circa 300 soci lavoratori e aveva appalti con numerosi comuni del Viterbese e anche della provincia di Roma.
“La particolarità – fanno notare i due legali – sta proprio nella condanna da parte del giudice civile alla pubblicazione della sentenza oltre al riconoscimento di un risarcimento alla parte offesa”.
A Bassano in Teverina, in particolare, tra il 2018 e il 2019, aveva in corso una convenzione per il servizio di refezione della scuola materna, per l’affidamento in proroga tecnica del servizio di pulizia e manutenzione del campo da calcio, di pulizia degli immobili comunali nonché di pulizia e custodia della palestra comunale.
Il risarcimento per la diffamazione, quantificato in mille euro, tiene conto del modesto numero di iscritti ai due gruppi Facebook. L’imputato, inoltre, è stato condannato alla pubblicazione della sentenza, entro il 7 marzo 2022, sui due gruppi Facebook tramite i quali aveva diffuso il suo post.
Il sindaco Alessandro Romoli
Post letti da 691 utenti in un paio d’ore
Il 4 luglio di tre anni fa, il 71enne, in seguito ad alcuni articoli su indagini di polizia giudiziaria che avevano condotto al sequestro di alcune società cooperative, ma non quella ricorrente, ha condiviso su due gruppi Facebook un link di richiamo agli articoli e un post di commento, scrivendo testualmente: “Che cosa ne penserà di questo articolo la cooperativa, molto vicina al sindaco Romoli, che ha assunto recentemente part-time molti suoi suoi compaesani a titolo di voto di scambio?”.
In un paio d’ore i post sarebbero stati letti complessivamente da 691 utenti (482 su un gruppo e 199 sull’altro), con ulteriori 80 visualizzazioni da tutti gli amici di Facebook del 71enne e da tutti gli amici degli utenti di Facebook che avevano partecipato con 54 commenti e tre like alla discussione, oltre a una condivisione.
“Un mero attacco privo di fondamento alla cooperativa”
“Il post pubblicato su due gruppi pubblici di Facebook rappresenta un mero attacco personale privo di alcun fondamento alla cooperativa, senza alcuna finalità di pubblico interesse e diretto esclusivamente a colpire del tutto immotivatamente l’onore sociale dell’ente criticato”.
“Premesso che la cooperativa – si legge nelle motivazioni – non rientrava tra gli enti interessati dalle indagini, il post pubblicato subito dopo il link all’articolo non solo è del tutto decontestualizzato rispetto al contenuto dell’articolo, ma peraltro nell’affermare che vi sarebbe stato un voto di scambio travalicava del tutto ingiustificatamente i limiti della verità e della continenza”.
“L’espressione ‘voto di scambio’ non è diritto di critica”
E ancora: “L’espressione ‘voto di scambio’ ha una carica offensiva che rende inapplicabile l’esimente del diritto di critica costituendo peraltro un reato. L’imputato nell’utilizzarla ha sostanzialmente sostenuto che vi sarebbe stato uno scambio tra i voti ricevuti dal sindaco di Bassano in Teverina da parte dei dipendenti della cooperativa e lo svolgimento da parte di questta di diversi servizi in favore del comune”.
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