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Tribunale - Ripreso il processo per maltrattamenti aggravati in famiglia a un 47enne viterbese - Testimone la nuova compagna

Accusato dalla ex di averle rotto il naso con una testata, la minaccia: “Tanto ti farò il culo”

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Viterbo – (sil.co.) – Accusato dalla ex di averle rotto il naso con una testata, la minaccia: “Tanto ti farò il culo”. Un’altra ex, nel frattempo, lo difende: “E’ vero, ho sentito lui che le diceva ‘non vali niente come donna’, ma ho anche sentito lei dirgli ‘sei un relitto della società”. 

E’ ripreso così ieri il processo per maltrattamenti aggravati in famiglia a un 47enne viterbese denunciato il 14 aprile 2021 dalla madre trentenne del suo figlioletto, che ne ha ottenuto l’allontanamento dopo un primo ammonimento del questore risalente al precedente mese di novembre. 

Secondo la donna (che si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Mancini), l’imputato (difeso invece dall’avvocato Emanuele Barbacci), durante e dopo la fine di una breve convivenza, non avrebbe perso occasione per insultarla, minacciarla, spaventarla a morte, arrivando a dirle che piuttosto che vederla con un altro l’avrebbe uccisa e poi si sarebbe tolto anche lui la vita. 

Una volta, a detta della vittima, le avrebbe rotto il naso con una testata solo perché era uscita con un altro e si era portata dietro anche il figlio di tre anni avuto dall’imputato. 


Il tribunale

Il tribunale


I fatti sarebbero avvenuti tra ottobre 2018 e lo scorso 21 aprile quando, in seguito all’ennesimo episodio di violenza, è scattata la misura cautelare. La relazione della coppia, che si era conosciuta sei anni fa in un bar del centro di Viterbo, sarebbe cominciata sotto i migliori auspici e sfociata in breve in un figlio e nella convivenza.

“Era lei a voler dare a credere che lui continuasse a cercarla, ma lui stava già con me dall’estate del 2020”, ha detto ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini la successiva compagna del 47enne, una 43enne con cui la relazione si sarebbe interrotta solo di recente. 

“E’ vero che a volte le rivolgeva epiteti pesanti, l’ho sentito darle anche della zingara. Ma lo faceva perché era preoccupato per il bambino, non voleva che la ex facesse frequentare al figlio certa gente, persone poco raccomandabili, con cui la madre si faceva vedere in giro e di cui postava foto sui suoi profili social”, ha proseguito la teste.

La stessa pm Chiara Capezzuto, che ha depositato la trascrizione di alcuni messaggi Whatsapp, ha però ricordato alla testimone che almeno in un’occasione lei stessa avrebbe “avvisato” la presunta vittima di stare attenta al figlioletto, che in un occasione il padre avrebbe portato in giro a tarda sera mentre era ubriaco. 

Un episodio ridimensionato da un poliziotto della questura sentito sulla circostanza: “La parte offesa telefonò per dirci dei messaggi ricevuti dalla nuova compagna del suo ex, per cui inviammo una volante a cercare l’uomo e il bambino, che furono intercettati sulla Teverina a bordo della macchina guidata dal padre dell’imputato, che li stava accompagnando a riportare il piccolo a casa della mamma al termine di una giornata trascorsa, per comune accordo di entrambi i genitori, col padre”.

La pm Capezzuto, oltre agli avvertimenti della successiva compagna dell’imputato, ha depositato anche la trascrizione di alcuni vocali Whatsapp ritenuti significativi dall’accusa, in uno dei quali si sente il 47enne minacciare la trentenne di fargliela pagare: “Tanto prima o poi ti farò il culo”. 

Il processo riprenderà il prossimo 20 aprile quando, a un anno dalla denuncia e dalla misura ceutelare dell’allontanamento, dovrebbe essere anche il giorno della sentenza.


Articoli: “Una volta l’ha spinta addosso al muro e presa a schiaffi sotto la questura” – Minaccia di ucciderla e uccidersi davanti al figlioletto, 46enne a giudizio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 marzo, 2022

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