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Tribunale - Nel frattempo resta ai domiciliari per atti persecutori in seguito alla seconda denuncia da parte della ex

Arrestato due volte per stalking, viene condannato a 300 euro per molestie

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Viterbo – (sil.co.) – Alla seconda denuncia per stalking da parte della ex finisce ai domiciliari. Avrebbe continuato a pedinare e minacciare di morte la donna nonostante un ammonimento del questore e un precedente arresto. Per questo un 48enne viterbese, lo scorso 6 dicembre, è finito ai domiciliari col braccialetto per stalking, al secondo arresto in quattro mesi da parte della polizia, chiamata ancora una volta in soccorso dalla presunta vittima.

Per il primo arresto, risalente al 16 agosto, il 48enne è stato processato la settimana scorsa, quando se l’è cavata con una ammenda di 300 euro, anche se dovrà comunque vedersela anche con il processo scaturito dall’arresto del 6 dicembre, per cui è tuttora sottoposto alla misura dei domiciliari. 

L’accusa ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione ritenendolo colpevole di atti persecutori. Ma il giudice Elisabetta Massini, sentito il difensore Marco Valerio Mazzatosta, ha riqualificato il reato in quello meno grave di molestie e lo ha condannato a 300 euro di ammenda.


Marco Valerio Mazzatosta

Marco Valerio Mazzatosta


“In appello chiederemo l’estinzione del reato, nel frattempo però, nonostante l’assoluzione dalla prima accusa di stalking, resta sottoposto alla misura di custodia cautelare e dovrà affrontare un altro processo”, commenta il legale.

Mazzatosta sottolinea quindi come al suo assistito siano state contestate “condotte gravi, anzi gravissime, come gli atti persecutori, non corrispondenti al vero”. “Capita fin troppo spesso di trovare della leggerezza nel contestare il 612 bis, basandosi solo su quanto percepito e riferito dalla presunta parte offesa, col rischio di svilire lo scopo per cui il legislatore ne ha sentito l’esigenza e che ci rimettano le vere vittime di tale reato”, conclude Mazzatosta. 

Il 47enne a dicembre è finito ai domiciliari col braccialetto perché, secondo l’accusa, avrebbe continuato a non rassegnarsi alla fine della relazione sentimentale con la presunta vittima, che avrebbe più volte minacciato di morte e molestato, tra agosto e  novembre, inviandole numerosi messaggi intimidatori via Whatsapp e seguendola nei suoi spostamenti per le vie cittadine. Ad agosto, dopo la prima convalida, era stato rimesso in libertà senza alcuna misura. 


– Minaccia di morte e molesta la ex, braccialetto elettronico a un 47enne


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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2 marzo, 2022

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