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Tribunale - Ripresi la settimana scorsa due processi per questioni ereditarie

Cavalli rubati e bastonate tra fratelli…

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Arlena di Castro – (sil.co.) – Cavalli rubati e bastonate tra fratelli, figlia accusa lo zio e difende il padre. Sono ripresi la settimana scorsa i due processi in cui i due congiunti, in lite da anni tra loro per questioni ereditarie, sono rispettivamente imputati e parti civili, essendosi denunciati reciprocamente.

Entrambi i processi, dopo anni, sono giunti ormai alle battute finali nel senso che, salvo imprevisti, in autunno dovrebbero giungere a una sentenza di primo grado. Prima della prescrizione. 

Uno accusa l’altro, a processo per lesioni gravissime davanti al giudice Francesco Rigato, di averlo colpito alla testa con una bastonata, sette anni fa, riportando una prognosi di 110 giorni.

L’altro, a processo davanti al giudice Roberto Cappelli, è finito imputato per il presunto furto di quattro cavalli del fratello, risalente a otto anni fa. Sono difesi, rispettivamente, dagli avvocati Corrado Cocchi e Luca Paoletti.


Corrado Cocchi

L’avvocato Corrado Cocchi


Il fratello difeso da Cocchi, l’11 maggio 2015, secondo l’accusa avrebbe spaccato un bastone sulla testa del fratello, nelle campagne di Arlena di Castro, in località Banditaccia.

Giovedì scorso, 24 febbraio, davanti a Rigato, ha testimoniato la figlia, che pur non essendo presente al fatto, ha ricostruito i rapporti tra il padre e lo zio.

“Lo zio provocava sempre, lo accusava i maltrattare i cavalli, lo ha anche denunciato per maltrattamenti agli animali, tanto che è venuta la Asl, secondo cui però non era vero e i cavalli stavano benissimo”, ha detto la testimone.

“Il giorno della presunta aggressione allo zio – ha poi proseguito – mio padre stava poco bene, era bloccato alla schiena dal sabato precedente e con lui c’era la mamma proprio perché non era libero nei movimenti e aveva per l’appunto bisogno di essere aiutato nei lavori”.

Lo zio, nei giorni successivi, lo avrebbe visto spesso in paese, a Piansano. “Mai col collarino”, ha concluso, interrogata dal, difensore Cocchi. 

Causa impegni professionali legati all’emergenza Covid, non è stato sentito l’ultimo testimone della difesa, un medico, la cui testimonianza è stata rinviata al 10 novembre, quando sono previsti anche l’esame dell’imputato e la sentenza.


L'avvocato Luca Paoletti

L’avvocato Luca Paoletti


Venerdì, davanti a Cappelli, è ripreso il processo in cui la presunta vittima della bastonata figura invece come imputato. difeso da Paoletti.

Il 25 febbraio, il fratello accusato del furto dei cavalli si è lasciato interrogare, fornendo la sua versione, a partire dal fatto che i cavalli fossero suoi e intestati al fratello.

Sarebbe però caduto in contraddizione alle domande dell’avvocato di parte civile Cocchi, non ricordando i colori esatti dei cavalli, nonostante nei libretti fossero indicati perfettamente.

Avrebbe inoltre ammesso anche di averli venduti a terzi senza chiedere al fratello proprietario, percependo dei soldi, e di avere fatto sfilare un cavallo senza chiedere nulla al fratello sapendo che non erano assicurati.

Era la festa di Sant’Antonio che si celebra ogni anno a Piansano. Nel 2014 l’imputato avrebbe prestato uno dei cavalli della parte civile agli organizzatori della manifestazione religiosa che lo hanno fatto sfilare per le vie del paese, cavalcato da una ragazza.

Tornando al processo, l’imputato avrebbe venduto i cavalli e poi ha fatto denuncia di smarrimento.


Articoli: “Mio marito non ha preso a bastonate il fratello” – Fa sfilare il cavallo del fratello alla festa di Sant’Antonio, è guerraSpacca un bastone sulla testa del fratello, tragedia sfiorata alla Banditaccia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 marzo, 2022

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