Viterbo -“San Faustino, i negozi di quartiere sono fondamentali per combattere il degrado”. Intervista al comandante della polizia locale di Viterbo Mauro Vinciotti. Il tema è quello della sicurezza che il comandante provinciale dei carabinieri, Andrea Antonazzo, ha declinato a “percezione”, spostando poi l’attenzione su un altro aspetto, quello del degrado urbano. Lo spunto, come sempre, San Faustino che in questi anni si è trasformato in un quartiere popolare multietnico dove da tempo convivono diverse comunità di lavoratori, operai e braccianti spesso di origine straniera. Una cultura urbana che nel centro storico di Viterbo, soprattutto a cavallo di via Marconi, tra piazza della Rocca e i vicoli a ridosso del Corso e via Mazzini, registra una densità religiosa difficile da immaginare nel capoluogo soltanto fino a dieci anni fa.
A San Faustino, un nuovo episodio di cronaca, legato probabilmente allo spaccio di stupefacenti riconducibile ad ambienti e contesti che poco hanno a che fare con la vita del quartiere, ha accesso di nuovo i riflettori sul tema della sicurezza col rischio di indirizzarlo sulla pelle delle persone costrette poi a scontare le conseguenze di una “percezione” dovuta invece, come ha fatto notare Antonazzo e come fa notare anche Vinciotti, al degrado urbano. Facciate devastate e piene di fili, la monnezza lasciata in giro, le transenne che restano lì per mesi e palazzi che non si reggono dritti ma dove sono costrette a vivere le persone, soprattutto i lavoratori, quelli delle campagne e dei quartieri. Il tutto in una città che si vorrebbe invece turistica. Uno degli antidoti, i negozi di quartiere. “Sono importantissimi – ha detto il comandante della polizia locale – e quando chiudono sono terrorizzato”.
Il comandante della Polizia locale Mauro Vinciotti
Comandante Mauro Vinciotti, che ne pensa delle dichiarazioni del comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo Andrea Antonazzo che a proposito di San Faustino ha detto che il problema è più il degrado che la sicurezza?
“Condivido in pieno le parole del comandante Antonazzo. A Viterbo le forze di polizia collaborano e si parlano in continuazione. Abbiamo gli stessi valori e lo stesso approccio ai problemi della città. Credo che a San Faustino vi sia più un problema di sicurezza percepita che non di sicurezza reale. E tra le due c’è una forbice consistente. Ci sono infatti alcuni fattori che aumentano la percezione dei cittadini di vivere in un quartiere poco sicuro. Poi, però, quando andiamo a vedere i numeri, fortunatamente non viviamo in una città criminale. Viviamo invece in una città in cui il degrado urbano porta i cittadini di un quartiere ad avere una percezione di insicurezza che poi non corrisponde al dato di fatto. Vedere situazione di degrado e notare la multietnicità del quartiere, quindi persone con abitudini e stili di vita diversi, spinge le persone ad avere una percezione di insicurezza a San Faustino. Una percezione che non va comunque sottovalutata. Dobbiamo dare infatti una risposta anche su questo fronte. Non solo, ma tenuto inoltre presente che alla lunga il degrado porta anch’esso a fenomeni di criminalità. E su questo c’è tutta una letteratura sociologica che ha chiarito molti di questi passaggi”.
Cosa intende per degrado?
“Si tratta di un degrado dovuto a fenomeni di disordine sociale. Come ad esempio l’abbandono dei rifiuti, la presenza di persone che schiamazzano in ore notturne o il consumo eccessivo di alcool. Situazioni che sarebbe più opportuno chiamare di disordine e che poi danno vita a una percezione alterata della sicurezza”.
Come si contrastano fenomeni di degrado urbano all’interno di un quartiere come San Faustino?
“Bisogna assolutamente mantenere viva la rete delle attività che esistono ancora nel quartiere, purché si comportino in maniera corretta. I negozi, i bar, i servizi alla persona. Tutte queste realtà sono importantissime perché tengono viva una rete di controllo sociale e di conoscenza delle persone fondamentali, segnalando ad esempio situazioni problematiche prima che queste si aggravino. Una rete di reciproca assistenza che in una città dalle dimensioni umane come Viterbo è fondamentale, rendendo migliore la qualità della vita delle persone. E su questo tutti dobbiamo fare la nostra parte”.
In che modo?
“Incoraggiando e sostenendo questa rete di attività che ancora, fortunatamente, esiste a rimanere e risolvere i problemi che ci potrebbero essere. I negozi di quartiere sono importantissimi e quando chiudono sono terrorizzato. Perché finché ci sono loro le vie sono sicure. La loro presenza è fondamentale e combatte il degrado”.
Nei quartieri spesso c’è anche un problema abitativo. Soprattutto per quanto riguarda i lavoratori stranieri, operai e braccianti che talvolta si vedono negare una casa in affitto, ritrovandosi poi in appartamenti con tante persone, la muffa sulle pareti e anche qualche problema di stabilità della struttura in cui vanno a vivere…
“Sì, è vero. E’ un aspetto fondamentale che in termini di degrado sicuramente pesa. Una casa con una facciata mal tenuta, con un balcone claudicante e con infissi mal ridotti incide sulla qualità del quartiere e spinge le persone ad andarsene dal quartiere. Poi, un quartiere disabitato diventa un luogo senza più controllo sociale dove vengono fuori fenomeni di criminalità”.
Una situazione che incide anche sulla qualità della vita di lavoratori che tornano a casa e si trovano a vivere in situazioni difficili, che a volte si riflettono anche sul tessuto sociale…
“Sono pienamente d’accordo”.
Viterbo – San Faustino
Quanto pesa nella percezione dell’insicurezza del quartiere il colore della pelle?
“L’Altro fa ancora tanta paura. Non solo il colore della pelle, ma anche abitudini e culture diverse dalla nostra. La percezione del diverso genera spesso un sentimento di diffidenza che il nostro retaggio culturale deve spingerci a superare”.
Quanto incide sul degrado urbano l’eccessivo numero di macchine e i parcheggi selvaggi nel centro storico?
“Da una parte l’eccessivo numero di macchina non contribuisce alla percezione di un quartiere ordinato e pulito. Dall’altra le macchine sono diventate ormai una componente imprescindibile della nostra vita. Arriveremo sicuramente a soluzioni radicale, come la pedonalizzazione di una vasta parte del centro storico. Ma questa cosa sarà possibile quando potremo sostenere una rete di trasporti capillare ed ecosostenibile e una rete di parcheggi. In questi anni il numero dei veicoli sono notevolmente aumentati e va sottolineato anche che è aumentata la dimensione stessa delle automobili. Una volta ci spostavamo in 500, adesso un’utilitaria è lunga almeno 4 metri e questo contribuisce ai problemi di parcheggio. Va tenuta comunque presente l’esigenza di chi abita nel centro storico di spostarsi avendo a disposizione parcheggi adeguati dove poter lasciare la macchina”.
Quanto aiutano le telecamere nel prevenire e nel risolvere i problemi?
“Le telecamere aiutano tantissimo a reprimere gli episodi criminali che si verificano. In molti casi servono anche a prevenire consentendo di avere quel controllo capillare che purtroppo la carenza di personale, che riguarda tutte le forze dell’ordine, non ti permette di avere più come una volta quando uscivi di casa e trovavi una divisa dietro ogni angolo. Le telecamere possono essere un utile strumento per sapere cosa succede in città anche in assenza di una pattuglia ad ogni angolo di strada. Non sono solamente uno strumento di repressione, ma anche un modo per tenere sotto controllo il tessuto urbano. La loro presenza va aumentata. Tant’è vero che ogni anno presentiamo dei progetti di predisposizione di nuove telecamere dove inseriamo sempre San Faustino oppure via dell’Orologio Vecchio e via della Volta buia”.
Mauro Vinciotti
Quale è l’organico di cui dispone la polizia locale e quali sono le differenze rispetto al passato?
“All’interno del comando di Polizia locale di Viterbo ci sono sessanta persone. Possono sembrare tante, ma non è così. Basta riflettere sulla legge regionale che prevede un vigile urbano ogni 750 abitanti… oppure sui numeri che c’erano alcuni anni quando sicuramente i problemi e le criticità da affrontare erano minori. Negli anni d’oro della Polizia locale nella città dei Papi siamo arrivati a un centinaio di vigili presenti. Non solo, rispetto ad allora i nostri compiti si sono decuplicati. Oggi rileviamo la grandissima maggioranza degli incidenti stradali che si verificano sul territorio e questo ci porta via tanto personale. Va inoltre detto che procedure e leggi sulla pubblica amministrazione spingono a tenere molte persone in ufficio. Ad esempio, mentre una volta si faceva una multa e il più delle volte si arrivava alla conciliazione direttamente sul posto riducendo molto il lavoro d’ufficio, adesso la stessa lavorazione di una contravvenzione porta via tantissimo tempo. Senza poi pensare ai possibili ricorsi”.
Quale è la problematica più importante che la polizia locale affronta quotidianamente a Viterbo?
“Cercare di far capire alle persone che il rispetto delle regole è rispetto di se stessi e del prossimo. La sosta selvaggia sui marciapiede, sugli scivoli per i disabili, tanto per citare degli esempi, penalizzano l’immagine della città e intere categorie di cittadini. Dagli anziani alle mamme con i carrozzini fino ai turisti”.
Quale è invece la situazione generale della sicurezza nel centro storico di Viterbo?
“Oltre a San Faustino ci sono anche altre zone dove si sta insinuando una situazione di degrado urbano e sociale. Ad esempio la zona dei vicoli attorno a Corso Italia. Ci sono poi quartieri dove la vivibilità e la qualità sono ancora di ottimo livello. Una situazione che, per quanto riguarda Viterbo, potremmo definire a scacchiera con le criticità maggiori che si riscontrano nei vicoli e nelle strade buie”.
Daniele Camilli
Fotocronaca: I controlli tra piazza Fontana grande e San Faustino – Il posto di blocco al Sacrario – Il quartiere San Faustino
Articoli: – Andrea Antonazzo (carabinieri): “A San Faustino non c’è un problema sicurezza, semmai la questione vera è il degrado…” – Controlli a tappeto dei carabinieri in tutto il centro storico – Controlli antidroga e dei green pass in alcuni bar del centro
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY