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Tribunale - Per gli altri testi bisogna aspettare luglio - La vittima al processo: "Mi chiamava chiappe d'oro"

Barista “palpata” dietro il bancone, titolare difeso dalla fidanzata…

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L'avvocato Domenico Gorziglia

L’avvocato di parte civile Domenico Gorziglia

Bassano Romano – (sil.co.) – Barista “palpata” dietro il bancone, titolare difeso dalla fidanzata. Ma per gli altri testi bisogna aspettare luglio. L’ex datore di lavoro è accusato di violenza sessuale.

Ieri dovevano essere sentiti cinque testimoni della difesa. Ma nessuno si è presentato così l’udienza è stata rinviata. Per la seconda volta consecutiva, dopo quella saltata lo scorso 11 gennaio.

La presunta vittima, parte civile con l’avvocato Donenico Gorziglia, avrebbe lavorato come barista soltanto dieci giorni, dal 4 al 14 agosto 2017, licenziandosi 48 ore dopo le avances indesiderate del 12 agosto di cinque anni fa. 

L’ex datore di lavoro l’avrebbe messa all’angolo “nel corridoietto tra la cucina open space e il punto slot machine”, mettendole le mani addosso  e invitandola a spogliarsi per toccarle il sedere “mentre io gli dicevo che era anche fidanzato e facevo resistenza”.

Il processo riprenderà forse anche per la sentenza, il prossimo 12 luglio. Per uno dei testimoni assenti il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha disposto l’accompagnamento coattivo In tribunale arriverà scortato dai carabinieri. 


La vittima: “Mi chiamava chiappe d’oro”

“Mi chiamava ‘chiappe d’oro’ davanti agli avventori brilli, diceva a tutti che avevo un bel culo e un giorno che eravamo soli mi ha toccato i genitali, cercando di baciarmi e farmi tirare giù i pantaloni”. Così ha raccontato in tribunale alla prima udienza del processo, il 7 gennaio 2020, una giovanissima barista, oggi 23enne ma appena maggiorenne all’epoca dei fatti, che ad agosto 2017 ha denunciato il suo datore di lavoro, titolare di un pubblico esercizio a Bassano Romano. La presunta vittima ha spiegato: “Sono venuta via in seguito alle avances. Oltretutto doveva pagarmi settimanalmente e ancora non lo aveva fatto”. 


La compagna: “Impossibile, era il giorno del trasloco”

“Impossibile, era il giorno del trasloco”, ha detto lo scorso 14 settembre l’allora fidanzata e attuale compagna dell’imputato, una trentenne. “Lei ha lavorato al bar per una settimana poi si è licenziata portandosi via i soldi dell’incasso della serata del carnevale estivo di Bassano Romano. Proprio in quei giorni, io e lui stavamo traslocando nella casa dove siamo andati a convivere e dove viviamo tuttora con il nostro bambino”, ha detto.


Un’altra ex barista: “Lui si strusciava”

A settembre è stata sentita anche un’altra ex barista, oggi 24enne, che avrebbe lavorato per l’imputato circa un anno, 8-10 ore al giorno, per 500 euro, fino alla fine di  luglio 2017. “Lui si strusciava quando eravamo insieme dietro al bancone, pensavo fosse per caso, poi ha cominciato a mandarmi messaggi espliciti, in cui mi chiedeva anche delle foto ‘particolari’. E’ andato avanti così per 3-4 mesi, poi ha smesso quando mi sono fidanzata”, ha raccontato la testimone. 


Articoli: “Si strusciava dietro il bancone del bar e mi chiedeva foto particolari” – “Mi chiamava ‘chiappe d’oro’ davanti a tutti e un giorno mi ha toccato il sedere”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 maggio, 2022

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