Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Denunciato dalla ex moglie, l'uomo è a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia

Dà una sberla alla figlia quindicenne, madre e sorella lo difendono

Condividi la notizia:

Nepi – (sil.co.) – Dà una sberla alla figlia quindicenne davanti a un bar poi la lascia in lacrime in mezzo alla strada e scappa in macchina nella notte col figlioletto di dieci anni. E’ l’ultimo episodio di una tormentata separazione, sfociata per l’uomo in un processo per maltrattamenti aggravati in famiglia scaturito dalla denuncia della moglie che quella sera, era il 29 luglio 2020, chiamò in soccorso i carabinieri e denunciò l’ex coniuge. Madre e sorella lo difendono.


Carabinieri - Controlli

Carabinieri – Controlli


Rapporti interrotti tra nipoti e nonni paterni

Da allora i nonni paterni, che avevano cresciuto i figli della coppia, non avrebbero più visto i nipoti, con i quali i rapporti, fino ad allora quotidiani, si sarebbero definitivamente interrotti. A dirlo in aula, nel corso dell’udienza di ieri del processo, è stata la madre dell’imputato, una signora di 65 anni, citata assieme alla figlia come testimone della difesa.

Il figlio, nel frattempo, è tuttora sottoposto a divieto di avvicinamento. All’uomo, contestualmente alla notifica della misura cautelare, sono stati anche sequestrati per prudenza archi, frecce e diversi coltelli di libera detenzione. 


“Un mare di palloncini per il compleanno del papà”

“Mia nuora era più permissiva rispetto a mio figlio. Ma i rapporti dei miei nipoti col padre erano ottimi, specie la femmina. Per l’ultimo compleanno in famiglia, quando lei aveva 14 anni, coi suoi soldi prese apposta per lui una viennetta con le candeline e col nonno andarono a comprare i palloncini per addobbare il giardino, creando una scenografia fantastica.

Ancora non mi spiego come sia potuta finire così”, ha detto la donna, sottolineando che anche i rapporti della presunta vittima con i suoceri erano ottimi. “Tre sere a settimana lasciava i figli col padre per partecipare con noi ai tornei di burraco, lei faceva sempre coppia con mio marito”, ha spiegato.


“Mai visti scontri tra mia cognata e mio fratello”

“Con la mia ex cognata avevamo un bellissimo rapporto, uscivamo quasi tutti i sabato sera insieme, io e lei da sole, e i figli stavano coi mariti. Ci vedevamo tutti i giorni a pranzo e cena dai miei genitori, abitiamo tutti vicini… mai visti scontri tra lei e mio fratello, una lamentela”, ha detto la sorella dell’imputato.

Poi qualcosa si è rotto: “Durante il lockdown mia nipote, che aveva 14 anni, voleva andare a dormire dal fidanzatino a Ronciglione e mio fratello disse no, ma la madre le diede il permesso. Lui era più rigido coi figli, lei più propensa a lasciarli liberi”, ha proseguito citando alcuni episodi attuali relativi alla gestione dei due minori.


“Papà mi ha pistata di botte”

Entrambi i componenti della copia, nel frattempo si sarebbero rifatti una vita sentimentale. Proprio una sonora lite con la fidanzata del padre sarebbe alla base dello schiaffo mollato dal padre alla figlia davanti al bar del cognato, dove l’imputato avrebbe organizzato quella sera un “incontro chiarificatore” tra la nuova compagna e i figli. 

“Lei mi ha detto ‘sei una cagna come tua madre’ e lui, invece di difendermi, mi ha dato una pizza in faccia e sbattuto la testa contro il finestrino della macchina, andando via con mio fratello”, ha raccontato in aula la ragazza lo scorso 8 settembre – protetta da un paravento durante la deposizione – che ha immediatamente telefonato alla madre chiedendole soccorso, scoppiando in un pianto dirotto: “Papà mi ha pistata di botte”.


“Oggi mia figlia non doveva essere qui”

Parte civile con l’avvocato Luca Chiodi la moglie, dalla quale era separato da pochi giorni quando, verso le 23 del 29 luglio 2020, è scattata la denuncia, al culmine, secondo l’accusa, di anni di vessazioni e botte alla donna e anche ai figli.Avrebbe picchiato la ex fin dall’inizio della relazione, cominciata a capodanno 1994, quando la futura moglie era ancora minorenne.

“Oggi mia figlia non doveva essere qui”, ha detto la moglie, sempre l’8 settembre, elencando i tanti episodi di violenza che hanno costellato il matrimonio. “L’ho denunciato quando ho capito che dovevo farlo per il bene dei ragazzi, che non sarebbe giovato alla loro crescita avere una madre che continuava a subire senza fare nulla per dire basta”, ha spiegato.

Il processo riprenderà il prossimo 14 giugno, per sentire altri due testimoni della difesa e il perito.


– Picchia la figlia quindicenne davanti a un bar, la lascia in lacrime e scappa in macchina…


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
11 maggio, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/