Viterbo – (sil.co.) – Bancarotta fraudolenta, arrestato il re del caffè Maurizio Capoccetti. Quattro gli indagati. Ai domiciliari come l’imprenditore 57enne per bancarotta fraudolenta in concorso anche una seconda persona, Antonio Glorioso, di 52 anni, mentre sono indagati per lo stesso reato due familiari di Maurizio, i cugini Antero e Francesco Capoccetti, di 63 e 47 anni.
Le misure sono state disposte dal gip del tribunale di Roma Gaspare Sturzo su richiesta della procura capitolina. Al centro dell’inchiesta sfociata nelle due misure di custodia cautelare il crac della storica azienda del settore torrefazione, la Macaf Trading srl, con sede al Poggino, dichiarato dal tribunale fallimentare di Roma il 19 luglio 2018.
Per Maurizio Capoccetti e Glorioso, quest’ultimo socio unico dal 4 aprile 2017 e recidivo, sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, con divieto assoluto di comunicare con persone diverse dal nucleo familiare e dai propri legali e di utilizzo di qualsiasi strumento telematico, informatico e telefonico.
Misure che sono “congiunte” con la misura interdittiva del divieto temporaneo, per sei mesi, di esercitare la professione di imprenditore e annessi.
“Perché in concorso tra loro e nelle rispettive qualità – si legge nell’ordinanza – omettendo sistematicamente di pagare i tributi dovuti all’Erario, imposte, tasse, diritti camerali, contributi previdenziali ed assicurativi, Iva, Ires e Irap, a far data dall’anno 1999 e fino alla data del fallimento, per l’importo complessivo pari a euro 1.246.623,28 di cui euro 93.273,68 ammessi nello stato passivo reso esecutivo il 21.11.2018 cagionavano e, comunque, concorrevano a cagionare con dolo e per effetto anche delle operazioni dolose di cui al capo c), il fallimento della società a responsabilità limitata. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e commesso più fatti di bancarotta fraudolenta”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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