Viterbo – (sil.co.) – Re del caffè arrestato per bancarotta, dopo il weekend l’interrogatorio di garanzia.
Fallimento della torrefazione, sta affilando le armi in vista dell’interrogatorio di garanzia la difesa di Maurizio Capoccetti, l’imprenditore 57enne ai domiciliari dal 14 luglio con l’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso.
Come primo passo, ieri, l’avvocato Angelo Di Silvio, che assiste il re del caffè, si è recato dai commercialisti: “Rimaniamo in attesa dell’interrogatorio di garanzia a Roma”, spiega. Interrogatorio atteso dopo il weekend.
Nel frattempo il legale ha anche chiesto le copie degli atti depositati.”Alla luce dei documenti del fascicolo del pm depositati, valuteremo se rispondere o no, riservandoci di valutare il ricorso al riesame”, prosegue Di Silvio, pronto a dare battaglia.
La vicenda
Capoccetti è finito ai domiciliari insieme ad Antonio Glorioso, 52 anni, nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura di Roma in seguito al fallimento della Macaf Tradirng srl, azienda di torrefazione con sede al Poggino, dichiarato dal tribunale fallimentare di Roma il 19 luglio 2018. Oltre a Capoccetti e Glorioso, sono indagati anche due cugini di Capoccetti.
Come si legge nell’ordinanza disposta dal gip del tribunale di Roma Gaspare Sturzo, su richiesta della procura capitolina, i provvedimenti cautelari nei confronti di Capoccetti e Glorioso, quest’ultimo socio unico dal 2017, sono scattati “perché in concorso tra loro e nelle rispettive qualità, omettendo sistematicamente di pagare i tributi dovuti all’erario, imposte, tasse, diritti camerali, contributi previdenziali ed assicurativi, Iva, Ires e Irap, a far data dall’anno 1999 e fino alla data del fallimento, per l’importo complessivo pari a euro 1.246.623,28 di cui euro 93.273,68 ammessi nello stato passivo reso esecutivo il 21.11.2018 cagionavano e, comunque, concorrevano a cagionare con dolo e per effetto anche di operazioni dolose il fallimento della società a responsabilità limitata. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e commesso più fatti di bancarotta fraudolenta”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY