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Tribunale - Conducente a giudizio per omicidio stradale - Commuove l'aula la figlia dell'anziana

Travolta e uccisa da camion rifiuti, un vicino: “Ho sentito il rumore di ferro della bicicletta”

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Carabinieri e 118 - foto di repertorio

Carabinieri e 118 – foto di repertorio

Marta – (sil.co.) – “Il camion dei rifiuti faceva retromarcia, quando ho sentito un rumore di ferro. Ho guardato e sotto la ruota posteriore c’era l’anziana che portava a mano la bicicletta”.

E’ ripreso giovedì davanti al giudice Elisabetta Massini con la testimonianza di un vicino il processo all’addetto alla raccolta dei rifiuti accusato di omicidio stradale per avere travolto e ucciso una ciclista a piedi , attorno alle 8,30 del 4 settembre 2018 a Marta, in una traversa di via Trento. Il conducente è difeso dall’avvocato Enrico Valentini.

Vittima dell’insolito sinistro Elena Ceccariglia, una pensionata di 82 anni, che da decenni avrebbe percorso quel tratto di strada a piedi per andare all’orto. 

Sul posto carabinieri e 118. 

“Ho dato indicazioni al conducente perché liberasse la signora investita, poi in attesa dei soccorsi me la sono appoggiata sulle gambe. Lei, che era ancora viva, voleva essere sollevata, ma le condizioni della gamba che era rimasta schiacciata non lo consigliavano. E’ morta all’arrivo dell’ambulanza”, ha spiegato il testimone.

“Il camion avrebbe potuto evitare la manovra in retromarcia proseguendo dritto, sarebbe stato più facile, non so perché abbia deciso di fare marcia indietro”, ha risposto a una precisa domanda del giudice. 

Per la difesa è stata sentita una delle figlie della vittima, la quale ha confermato che la famiglia è stata risarcita dall’assicurazione, commuovendo l’aula quando ha spiegato come per l’anziana madre quel percorso con la bicicletta portata a mano da casa all’orto fosse per lei il suo momento di libertà e indipendenza. 

“Mamma aveva un problema a un arto superiore per cui in casa veniva aiutata a fare tutto, cucinare, pulire, lavarsi, cambiarsi, c’era sempre qualcuno di noi ad accudirla. Ma la mattina era il suo momento di libertà, l’unico. ‘Non voglio attorno nessuno’, diceva. Caricava il secchio e le cose per l’orto sulla bici per non affaticarsi troppo e faceva il tragitto a piedi. Tutte le mattine da 60 anni, sempre la stessa strada. Lo sapevano tutti”, ha concluso la figlia. 

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al 6 ottobre per discussione e sentenza. 


Articoli: Travolta e uccisa da camion dei rifiuti mentre porta a piedi la bicicletta… – Investita e uccisa dal camion della nettezza urbana


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 luglio, 2022

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