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Viterbo - Deposito scorie radioattive - Dalla lettera in cui Sogin ha scritto alla presidente Chiatti chiedendo di spostare la data del consiglio straordinario

“L’istruttoria per approvare la carta nazionale della aree idonee non è ancora conclusa”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale

Viterbo – “Deposito scorie radioattive, l’istruttoria per approvare la carta nazionale della aree idonee non è ancora conclusa”. Lo mette nero su bianco Sogin, società che ha elaborato la carta stessa ed è la ragione per si è dichiarata impossibilitata a partecipare alla seduta straordinaria di consiglio comunale, martedì 25.

Nella Tuscia e dintorni sono 22 i siti possibili, che secondo le associazioni saranno tutti confermati, avendo ottenuto dal ministero la cartina in cui risultano. Altrove alcuni sono stati scartati, passando da 67 a 56, non nel Viterbese.

Sogin è disponibile a un confronto. “Si conferma la disponibilità di Sogin – scrivono dalla società alla presidente del consiglio Chiatti rispondendo all’invito – a partecipare a incontri pubblici e istituzionali informativi sul tema della carta nazionale delle aree idonee”.

Ma non è ancora il momento. “Si ritiene tuttavia doveroso rappresentare che l’istruttoria per l’approvazione della carta non è ancora conclusa”. Ferma in qualche stanza del ministero in attesa del timbro che la validi.

“A oggi – spiegano da Sogin – si è in attesa del decreto d’approvazione da parte del ministero della Transizione Ecologica, che si esprime di concerto con ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, previo parere di Isin e Sogin”.

Una volta arrivato il decreto, si passerà alla pubblicazione. Per questa ragione, è arrivato non un rifiuto, ma la richiesta a posticipare.

“Non essendo ancora consolidato il documento finale, si prega di valutare la possibilità di un differimento del consiglio comunale a una data successiva alla pubblicazione della carta, consentendo in tal modo, la partecipazione di questa società che manifesta sin da ora, la disponibilità a fornire ogni informazione sulla localizzazione e realizzazione del deposito nazionale e del parco tecnologico, favorendo il confronto con le comunità locali”.

La seduta si è regolarmente svolta e la sindaca Chiara Frontini ha avuto il via libera da tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, per ricorrere al Tar, appoggiando l’azione già intrapresa dalle associazioni.

Chissà se venendolo a sapere, da Sogin confermeranno la disponibilità a un confronto.

Giuseppe Ferlicca


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27 ottobre, 2022

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