Viterbo – “Contro la scuola-gabbia, l’opposizione studentesca scende in piazza a Viterbo”. Questa mattina, davanti palazzo dei Priori. Il punto di partenza, dopodiché il corteo che attraverserà la parte di centro storico a est della città. Da piazza del plebiscito a Corso Italia, per tornare poi di nuovo a piazza del comune.
Due le sigle principali che prenderanno parte alla manifestazione. Da un lato la Rete degli studenti medi e dall’altro Osa (Opposizione studentesca d’alternativa). Osa che ieri mattina ha organizzato anche due presidi davanti alle scuole. Il primo davanti all’istituto superiore Mariano Buratti, il secondo di fronte al Santa Rosa.
Viterbo – Il presidio di Osa davanti all’istituto superiore Santa Rosa
Trasporti, crisi ambientale, interruzione di gravidanza e alternanza scuola-lavoro, sono questi alcuni dei temi che caratterizzeranno la manifestazione di questa mattina.
“Il tema più importanti – spiegano i militanti di Osa – è quello dei trasporti pubblici. Cotral. Vogliamo avere trasporti migliori che tengano conto dei bisogni degli studenti garantendo il diritto allo studio e una migliore qualità di vita per tutti. Se uno studente è costretto a tornare a casa la sera perché mancano i mezzi, non solo non riesce più a studiare, ma non ha più vita. Chiediamo poi l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro che ha già visto morire o restare feriti alcuni studenti. L’alternanza è soltanto un modo per mettere a disposizione delle aziende manodopera gratuita. Questa non è scuola”.
Viterbo – Trasporti – Un picchetto Osa
L’altro tema sollevato dagli studenti è la guerra. “Chiediamo – sottolineano i militanti di Osa – che le spese militari previste per la guerra in Ucraina vengano invece destinate alla scuola pubblica, in particolare modo per l’edilizia scolastica che in diversi casi si trova in uno stato pietoso”
Infine, la crisi ambientale e l’interruzione di gravidanza. “Il governo di Giorgia Meloni vuole mettere in discussione – sottolinea Osa – un diritto fondamentale come quello dell’interruzione di gravidanza, un diritto di autodeterminazione delle donne. Una conquista democratica decisiva che però questo governo vuole, da più parti, vuole di fatto eliminare. Per tutte queste ragioni saremo oggi in piazza, contro un modello di scuola che definiamo ‘scuola-gabbia’, una scuola che si fonda sull’oppressione, come hanno dimostrato anche le manganellate della polizia alla Sapienza di Roma, e su un ‘merito’ che penalizza gli studenti più deboli, figlie e figli di lavoratori”.
Daniele Camilli
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