Montalto di Castro – Il palazzo comunale
Montalto di Castro – (sil.co.) – Palazzina dichiarata inagibile dal comune sul litorale di Montalto di Castro, otto proprietari per i quali la casa al mare sta diventando un miraggio sporgono denuncia al tribunale di Civitavecchia.
Tre le date fondamentali della vicenda. Sono l’8 maggio 2021, il 20 giugno 2022 e il 3 gennaio 2023. E’ passato poco più di un mese da quando lo stabile del lungomare è stato dichiarato nuovamente inagibile, ridando efficacia alla delibera dell’8 maggio 2021 revocata a settembre dello stesso anno, poi ripristinata il 20 giugno 2022 e subito revocata dopo una diffida del legale degli interessati.
Un tira e molla che va avanti da anni. Stavolta otto condomini – due di Orvieto, uno di Pitigliano, due di Terni e gli altri tre di Viterbo – sono passati alla denuncia querela, lamentando le condotte poste in essere dal responsabile del servizio urbanistica e in generale da coloro che hanno agito in nome e per conto del comune di Montalto di Castro.
Con l’occasione, inoltre, le presunte vittime invitano le autorità a verificare se le medesime attenzioni siano state riservate “agli altri immobili presenti sul lungomare e vie limitrofe di Montalto che presentano caratteristiche strutturali del tutto sovrapponibili a quello di proprietà degli esponenti che a quanto risulta sono ad oggi stati indenni da controlli e men che meno da provvedimenti di inagibilità”.
Montalto di Castro – La palazzina dichiarata inagibile il 3 gennaio in via Tevere
Lo scorso 3 gennaio, il comune è tornato alla carica, con un provvedimento che ridà efficacia alla delibera dell’8 maggio 2021, dando mandato alla polizia locale di recintare l’area dell’immobile dichiarato inagibile con il nastro bianco e rosso, apponendo sugli ingressi la dicitura “Edificio inagibile-Vietato l’ingresso”.
“Tramite una ditta specializzata di Tuscania – ricorda l’avvocato Angelo Di Silvio, che assiste le parti – sono state eseguite tutte le analisi e le prove strutturali necessarie alla valutazione della sicurezza dello stabile, che è risultato non presentare alcun rischio di crollo ed essere perfettamente in linea con le costruzioni del Lido risalenti agli stessi anni”.
“L’intervento di messa in sicurezza – sottolinea il legale – si è rivelato propedeutico all’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria, deliberati nell’assemblea del 17 settembre 2021, per cui l’ordinanza dell’8 maggio è stata revocata”.
Tutto bene fino al 20 giugno 2022 quando, nonostante i lavori conclusi a gennaio, proprio all’inizio della stagione estiva: “In maniera repentina – si legge nella querela – tutti gli occupanti, persino gli affittuari, tra i quali anche alcuni minorenni, che stavano trascorrendo un periodo di vacanza al mare, venivano fatti allontanare ed il palazzo interdetto a chiunque”, dando seguito a una nota dell’ufficio servizio urbanistica secondo cui la delibera dell’8 maggio 2021 non poteva considerarsi revocata, in quanto “agli atti dell’ufficio non risultano pratiche edilizie riconducibili all’esecuzione di interventi definitivi, e considerato che le condizioni dettate dal tecnico sono state disattese”.
Un provvedimento illegittimo secondo l’avvocato Angelo Di Silvio, che tramite una pec di diffida ne ha ottenuto la revoca.
“Sono stati letteralmente sbattuti fuori dalle loro abitazioni, senza nemmeno una telefonata di preavviso e senza una reale motivazione, in assenza di sopralluogo, senza alcun contraddittorio e effettivo accertamento sullo stato dei luoghi, ma soltanto in esito ad una verifica documentale della pratica edilizia, peraltro a distanza di cinque mesi dall’ultimazione dei lavori, ed in pieno periodo estivo, arrivando ad allontanare gli inquilini che avevano affittato la casa per un breve periodo estivo”, sottolinea il legale,
Fatto sta che in seguito alla pec di diffida del legale, la nota del responsabile del servizio urbanistica: “E’ stata revocata senza acquisire alcuna integrazione documentale o di altro tipo e senza effettuare alcun accertamento sui luoghi”.
L’avvocato Angelo Di Silvio
“Un provvedimento – torna a dire Di Silvio – oltre che illegittimo, anche del tutto irragionevole gravemente lesivo per i miei assistiti, che avevano fatto eseguire a proprie spese l’intera ristrutturazione dello stabile sostenendone per intero gli ingenti costi”.
L’intricata vicenda ha preso il via l’8 maggio 2021, quando il comune prese atto che lo stabile, situato al civico 34 di via Tevere, era stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, emettendo un’ordinanza che ne vietava l’accesso ai proprietari, revocata a settembre 2021 dopo la presentazione di un progetto per la messa in sicurezza.
Il sopralluogo dei pompieri, stando a quanto emerso, sarebbe stato sollecitato da una coppia di condomini con cui gli altri proprietari avrebbero da tempo in atto un contenzioso, legato proprio ai lavori di ristrutturazione dell’edificio, secondo loro pericoloso, pur rifiutando di aderire a iniziative comuni, compreso l’intervento urgente di messa in sicurezza. “Il cui progetto è stato affidato a un ingegnere nell’estate del 2021 e alle cui spese non hanno partecipato”, ricorda Di Silvio.
“Al riguardo – si legge nella denuncia – è attualmente pendente un giudizio civile presso il tribunale di Civitavecchia, nel quale la coppia contesta tra l’altro l’esecuzione di opere di ristrutturazione assolutamente inutili e addirittura dannose per l’intero stabile”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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