Rapina golf club Aprilia – I tre arrestati a Vetralla e Montefiascone
Latina – (sil.co.) – Rapina con sequestro ai proprietari del golf club di Aprilia, al via il processo a tre dei sei arrestati nell’operazione “Oasi”. A distanza di un anno dal feroce colpo in villa messo a segno l’11 luglio 2020, le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite il 3 novembre 2021 tra Vetralla, Montefiascone, Bologna, Acilia e Fiumicino. In azione i carabinieri del reparto territoriale di Aprilia in collaborazione con i militari del nucleo investigativo di Viterbo.
Davanti al gup Mario La Rosa del tribunale di Latina sono comparsi, il 27 gennaio, i tre imputati a suo tempo arrestati nel Viterbese che, alla richiesta di giudizio immediato, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. La prossima udienza è stata fissata a marzo.
Finì in carcere Romolo Esposito, 71 anni, con precedenti per rapine e furti, residente a Vetralla; ai domiciliari il nipote Argentino Esposito, 37 anni, residente anche lui a Vetralla; ai domiciliari anche Redzep Bajrami, 35 anni, originario della Macedonia, residente a Montefiascone.
Devono rispondere di rapina in abitazione in concorso, sequestro di persona aggravato e danneggiamento seguito da incendio, consumato nei confronti dei proprietari del Golf Club di Aprilia nell’estate del 2020: la famiglia Lanza, ossia i coniugi Paolo Lanza e Marina Tugnoli.
Ai domiciliari – su richiesta della pm Daria Monsurrò al gip Giuseppe Molfese del tribunale di Latina – è finito anche Dinusha Kasun Mihindukulasuriya, 35 anni dello Sri Lanka, residente a Ostia; in carcere Angelo De Colombi, 40 anni, residente a Fiumicino; e sempre dietro le sbarre anche Cemp Debarre, 38 anni, di Bologna.
Romolo Esposito, Argentino Esposito, Angelo De Colombi, Redzep Bajrami e Cemp Debarre sono tutti di etnia rom, legati fra loro da vincoli di parentela.
Operazione Oasi – in azione i carabinieri (foto di repertorio)
“Sodalizio criminale specializzato in rapine in villa”
L’indagine, convenzionalmente denominata “Oasi” dal nome della tenuta “Oasi Golf Club”, ha consentito – come si legge in una nota dei carabinieri – la disarticolazione di un sodalizio criminale specializzato nella consumazione di “rapine in villa”, la cui efferatezza aveva terrorizzato, in particolar modo, i proprietari del club, una facoltosa coppia di immobiliaristi romani, la famiglia Lanza, rappresentando un potenziale pericolo anche per i residenti della zona.
Coppia aggredita da cinque banditi armati di coltelli
A luglio 2020, il proprietario della villa ad Aprilia (in località Campo di Carne, via della Cogna), Paolo Lanza aveva denunciato ai carabinieri del locale reparto territoriale che, alle 22,30 dell’11 luglio, cinque persone travisate ed armate di coltelli si erano introdotte all’interno della sua abitazione e, dopo averlo legato assieme alla consorte Marina e al domestico, si erano impossessate di una pistola cal. 9×21, di una carabina cal.12, di due autovetture di sua proprietà (una Mercedes Clk e una Fiat Doblò) e delle chiavi dell’abitazione romana ubicata ai Parioli, dove i rapinatori si erano successivamente recati, lasciando uno dei cinque malviventi ad Aprilia per fare il palo e asportando dalla casa 7.000 euro in contanti.
Il tragico suicidio del custode-talpa delle vittime
Il 9 marzo 2021, un fatto inquietante. Durante una perquisizione dei militari dell’arma presso l’Oasi Golf Club, nel corso della quale furono trovati armi e droga, il domestico 33enne, Supun Dawatage, originario dello Sri Lanka, rapito anche lui insieme ai Lanza nel luglio 2020, si uccise sparandosi un colpo di pistola in testa. La notte della rapina, come raccontò Marina Lanza, l’uomo fu picchiato barbaramente dai rapinatori. Si è poi appreso che il 33enne era cugino di Mihindukulasuriya e che fungeva da basista per la banda. Secondo le ipotesi investigative, l’uomo si è suicidato una volta che si era visto incastrato dalle indagini serrate dei carabinieri i quali, per di più, trovarono nella sua disponibilità droga e armi.
Silvana Cortignani
Articoli: Rapina al golf club di Aprilia, uno in carcere e due ai domiciliari gli arrestati viterbesi – Rapina golf club di Aprilia, tre banditi su sei arrestati nel Viterbese
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY