Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato agli arresti domiciliari dal 22 aprile dell'anno scorso - Vittima tre volte in ospedale in cinque mesi di convivenza

Picchiata incinta, dopo avere brindato con una coppia di amici al lieto evento…

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – In appena cinque mesi di convivenza picchia e manda tre volte la compagna in ospedale, anche mentre è incinta. La prima volta che l’avrebbe picchiata, lo avrebbe fatto subito dopo una tranquilla serata trascorsa con una coppia di amici, titolari di un ristorante sui Cimini, con cui avevano brindato al lieto evento rivelando la gravidanza. Era la sera del 24 novembre 2021. La gravidanza si è poi interrotta. Per altre ragioni. La convivenza pure, la primavera successiva, quando lui è stato arrestato dai carabinieri.


Violenza - immagine di repertorio

Violenza – Immagine di archivio


E’ ripreso ieri, ascoltando i componenti della coppia di amici, il processo all’uomo residente in un centro dei Cimini ai domiciliari dal 22 aprile 2022, quando è stato arrestato in seguito all’ennesimo episodio di violenza domestica nei confronti della compagna, picchiata anche mentre era incinta, che avrebbe tormentato in seguito alla gelosia ossessiva per una precedente relazione.

“Lui aveva portato due bottiglie della sua riserva di vino rosso per brindare, rivelandoci durante la piacevolissima serata trascorsa insieme di aspettare un bambino. Verso l’una, vista la piacevole compagnia, abbiamo proposto una spaghettata e lui, che abita proprio nei pressi del locale, si è allontanato un momento col dire che doveva passare un attimo da casa, senza per tornare. Quando anche lei se ne è andata, per cercarlo, abbiamo spento l’acqua che bolliva e fatto per andare via, trovando la compagna seduta fuori per terra in lacrime, che diceva di essere stata picchiata”.

Lei avrebbe gridato, piangendo: “Il pazzo mi ha menata”. Lui, giunto appresso appresso, mentre stavano già sopraggiungendo sul posto i carabinieri, avrebbe supplicato gli amici di farlo parlare con la parte offesa, nel frattempo messa in salvo nel locale: “Voglio parlarci perché è pazza”. O testimoni si sarebbero limitati a dividerli e consolarli: lui a lui, lei a lei. Poi sono intervenuti i militari e i sanitari del 118 che verso le quattro di notte hanno trasferito la presunta vittima in ospedale in ambulanza. 


Carabinieri e ambulanza

Carabinieri e ambulanza


La donna, che ha denunciato l’imputato lo scorso 19 aprile, si è costituita parte civile al processo davanti al collegio con l’avvocato Dominga Martines.  L’ex, per l’appunto tuttora ai domiciliari, anche se gli sono stati accordati i permessi lavorativi, è difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia. 

L’imputato deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, aggravate dallo stato di gravidanza della donna alla prima aggressione, neanche un mese dopo l’inizio della convivenza, durata da novembre 2021 ad aprile 2022.

Agli atti sono stati acquisiti tre certificati del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, con prognosi di 3 giorni, 30 giorni e 10 giorni a causa delle lesioni riportate dalla vittima.

Il primo referto con una prognosi di tre giorni risale al 24 novembre 2021, quando era in stato interessante. E’ stata poi minacciata di morte la vigilia di Natale, il 24 dicembre 2021. Presa per i capelli, scaraventata a terra e colpita con due testate il 28 marzo 2022, quando è stata medicata dai sanitari con una prognosi di un mese. Picchiata mentre era alla guida della sua vettura, il 17 aprile 2022, quando si è salvata da conseguenze peggiori buttandosi fuori dall’auto, riportando una prognosi di dieci giorni.


Articoli: Picchia e manda tre volte la compagna in ospedale in cinque mesi, anche mentre è incinta… –  “Io chiedevo aiuto, ma la gente passava e nessuno si fermava”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
15 marzo, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/