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Viterbo - La donna, sospesa dalla responsabilità genitoriale, ha denunciato l'assistente sociale

Figli col padre accusato di maltrattamenti, la madre: “Da cinque mesi non me li fanno più vedere”

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Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – Finisce sull’agenzia di stampa nazionale Dire la vicenda raccontata il 22 aprile 2022 a Tusciaweb da una mamma viterbese.

I due figli minorenni della coppia, l’anno scorso, sono stati collocati presso l’ex marito, nonostante il padre sia sottoposto a un processo per maltrattamenti aggravati in famiglia la cui terza udienza per ascoltare ulteriori testimoni è fissata a luglio, mentre discussione e sentenza dovrebbero arrivare a novembre.

Ora le sarebbe anche stata sospesa la responsabilità genitoriale e da cinque mesi non riuscirebbe più a vedere i figli, né a comunicare con loro.


 – “I miei figli portati via da un giorno all’altro, posso vederli solo un’ora a settimana con gli assistenti sociali”


“Sono già cinque mesi che non vedo i bambini e non me li faranno vedere chissà per quanto tempo ancora. Chi può fare qualcosa? È assurdo, tutto assurdo”, spiega Grazia (nome di fantasia) alla giornalista Silvia Mari, il cui articolo è stato pubblicato online lo scorso 14 giugno.

I suoi figli, Chiara di 10 anni e Mattia di 9 (nomi di fantasia), sono stati collocati presso il padre un anno fa in pieno anno scolastico, costretti a lasciare insieme alla mamma anche la loro sorella maggiore, gli affetti, le maestre.

Per un anno Grazia, come ricorda a Tusciaweb, sarebbe stata costretta a viaggiare da Viterbo a Roma per vedere i suoi figli un’ora a settimana, con telefonate rese quasi impossibili. Adesso non riuscirebbe più a vederli.

Secondo la madre perché un’assistente sociale di Viterbo l’avrebbe definita “ostativa” all’altra figura genitoriale e i servizi sociali di Roma avrebbero proseguito nella stessa direzione: “Non rispondono nemmeno alle continue mail in cui si chiede di organizzare al più presto gli incontri”, spiega Grazia.

Una novità positiva, dice la madre, assistita in questa fase da una legale civilista, sarebbe nel frattempo giunta dalla corte d’appello di Roma: “E’ stato accolto come ammissibile il ricorso per rivedere completamente la vicenda e valutare la competenza del tribunale per i minorenni che ha preso la decisione di sospensione della responsabilità genitoriale materna”.

Nel procedimento per l’affido dei minori al tribunale di Viterbo – dopo la denuncia di violenza, maltrattamenti in famiglia e stalking presentata dalla madre – la Ctu non aveva riscontrato alcun disagio chiedendo che rimanessero collocati presso di lei, ma sarebbe stata appunto l’assistente sociale di Viterbo, poi denunciata da mamma Grazia, a redigere una relazione di segno opposto.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 giugno, 2023

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