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Viterbo - Il referto parla anche di morsi in varie parti del corpo - Prognosi di 40 giorni per il giovane - Dai domiciliari al carcere il padre - Entrambi pregiudicati

Figlio massacrato di botte dal padre, gli ha fatto perfino saltare i denti dalla bocca

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Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro

Viterbo – (sil.co.) – Gli avrebbe perfino fatto saltare i denti dalla bocca.

È il padre viterbese di 42 anni che nella mattinata di venerdì 30 giugno, in un appartamento del quartiere San Faustino, ha litigato in maniera feroce col figlio, dandosele reciprocamente di santa ragione, anche se ad avere la peggio è stato il ragazzo, un 23enne, finito al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove è stato medicato con una prognosi di 40 giorni. 

Il 23enne, oltre a venire picchiato con un bastone o comunque con un oggetto contundente, sarebbe stato anche preso a morsi dal padre, come recita il referto dell’ospedale, che parla di “avulsioni multiple di denti all’arcata superiore” e di “ferite da morso su varie parti del corpo”, tra cui una mano e anche un orecchio.

Ignoto il movente di tanta violenza, anche se padre e figlio non sono nuovi a condotte aggressive e sono entrambi pluripregiudicati. Il genitore, in particolare, prima di finire nuovamente a Mammagialla, lunedì 3 luglio, quando è stato prelevato a casa da personale della squadra mobile, stava scontando ai domiciliari l’ennesima condanna.

Il figlio, colpito recentemente dal Daspo “Willy” per le sue intemperanze, è comparso poche settimane fa davanti al gup per il pestaggio di un senegalese, chiamandolo “negro di merda”, motivo per cui, oltre alle lesioni, gli è stata contestata anche l’aggravante dell’odio razziale. L’aggressione risale al 5 maggio 2022 ed è stata messa a segno dal 23enne con altri giovani non identificati in pieno centro, dopo avere intercettato la vittima al Sacrario.


Articoli: Riempie di botte il figlio e lo prende a morsi, per l’uomo si aprono le porte del carcere – Massacra di botte il figlio e lo spedisce in ospedale


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 luglio, 2023

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