Viterbo – “In tre anni a Viterbo 983mila tonnellate di rifiuti da tutta la regione, una bomba ecologica”. Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd, legge non senza preoccupazione il parere dell’area rifiuti della regione sull’ampliamento della discarica a Monterazzano.
Enrico Panunzi in consiglio comunale a Viterbo
In tre anni, sfruttandola per le province del Lazio, anche l’ulteriore innalzamento sarà esaurito. Discarica chiusa. Nella seduta di consiglio comunale straordinario non fa sconti: “I rifiuti la politica non li ha mai gestiti, li ha sempre subiti – continua Panunzi – i processi se non si prevengono si subiscono”. Il rischio è forte.
L’ampliamento è pari a 960mila metri cubi, ovvero, un milione e 137mila tonnellate di rifiuti. “La discarica di Casale Bussi – ricorda Panunzi – è stata autorizzata con determina del 2008 e in 15 anni abbiamo abbancato un milione 450mila tonnellate di rifiuti”. Solo per il tmb di Viterbo. “Oggi – continua Panunzi – i nuovi codici rifiuti che chiede la società destano preoccupazione. Gli ultimi 4 riguardano ceneri pesanti e scorie, ceneri leggere, sabbie da reattori. Sono rifiuti che derivano da termovalorizzatori. È la prima volta che trovano cittadinanza queste situazioni e oltretutto per procedura ordinaria”.
Perché camion da buona parte del Lazio, a Monterazzano sono di casa o quasi. Con una differenza. “Le ordinanze del presidente Zingaretti ci sono state – ricorda Panunzi – per far arrivare rifiuti a Viterbo, ma in via emergenziale. Qui si sta autorizzando in via ordinaria una discarica regionale.
Alessandro Romoli ed Enrico Panunzi
Per trovarsi in emergenza nel 2021, cos’è successo? Si sono incendiate varie discariche e sono arrivate le ordinanze di chiusura.
La vulgata popolare vuole che Roma porti rifiuti a Viterbo, ma nella Tuscia ci viene Rieti, in via provvisoria dal 1997, ci viene Latina, ci viene Frosinone. Altro che Roma”.
Uno dietro l’altro, gli impianti nel Lazio hanno serrato i cancelli. “La discarica Albano è chiusa dopo la sentenza Tar, il 27 gennaio 2023. Roccasecca è stata autorizzata per 450mila metri cubi, ma Frosinone viene qui. La ditta ha posto problemi e la regione non ha risposto. Magliano Romano, per gli inerti la procedura è risultata sbagliata e quindi annullata dal Tar e iniziata di nuovo, in attesa di chiarimenti”.
Questo è il quadro: “Nel valutare l’ampliamento di Viterbo non fa menzione del fatto, ad esempio, che a Latina c’è un commissario straordinario che ha presentato il suo lavoro. Perché non ne prendono atto? E che a Roma il sindaco Gualtieri ha avuto ragione al Tar sul termovalorizzatore a Santa Palomba”.
Situazione d’insieme su cui si vola alto. Puntando, invece, su Viterbo. “Non si può autorizzare una discarica siffatta e non tenere conto della situazione discariche nel Lazio. Giocoforza, tutti i rifiuti per i prossimi tre anni rischiano di venire a Viterbo. Questa è la situazione. L’impianto di Viterbo sarà a servizio del Lazio in attesa che si realizzino ed entrino in servizio gli altri impianti”.
C’è un’altra operazione preliminare che da Roma avrebbero dovuto valutare: “Mi domando: prima di fare un’operazione del genere, qualcuno ci vuol dire sui rifiuti qual è il fabbisogno di Viterbo? Nel parere fornito manca la necessità di Viterbo, ce lo devono dire”.
Panunzi torna anche sul piano rifiuti d’epoca Zingaretti, con alcuni emendamenti proposti quando era in maggioranza, da lui stesso.
La regione suddivisa in 5 ambiti, ognuno autosufficiente. L’istituzione degli Egato, nati dopo anni di braccio di ferro tra regione e l’allora amministrazione Raggi sull’individuazione delle aree da adibire a discarica: “Spetta al comune, la regione può dire poi sì o no. Gli Egato sono nati per questo, redigere piani d’ambito con gli impianti che occorrono all’interno. Un mio emendamento prevede i poteri sostitutivi della regione e un altro emendamento la compensazione delle volumetrie da recuperare. Se concediamo spazio in discarica, poi va riconosciuto uguale spazio, altrimenti che facciamo? Finita Monterazzano ne apriamo un’altra?”.
C’è chi sostiene come la Tuscia non deve diventare la pattumiera del Lazio, ammesso che già non lo sia. Panunzi il concetto lo rigira in termini di grandezza.
“Viterbo come provincia ha un peso demografico del 5,8% sul resto del Lazio e si addossa il peso dello smaltimento di tutto il Lazio. Non sta né in cielo né in terra.
Una discarica della durata di 15 anni chiuderebbe in appena tre, una situazione di mezzi in circolazione, volumetrie pazzesche. Una bomba ecologica”.
Giuseppe Ferlicca
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