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Mestre - Il racconto di due uomini Boubacar Toure e Godstime Erheneden sul luogo della tragedia che hanno salvato alcuni passeggeri bloccati a bordo del mezzo prima che prendesse fuoco: "Scene terrificanti e paurose, lo ricorderemo a vita"

“Erano incastrati tra i sedili, allungavano le braccia dal finestrino chiedendo aiuto…”

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Mestre - Pullman precipita da un cavalcavia e si incendia: 21 morti

Mestre – Pullman precipita da un cavalcavia e si incendia: 21 morti

Boubacar Toure e Godstime Erheneden

Boubacar Toure e Godstime Erheneden

Mestre – (f.f.) – “Erano incastrati tra i sedili, allungavano le braccia dal finestrino chiedendo aiuto…”. Il racconto di due uomini Boubacar Toure e Godstime Erheneden, sul luogo della tragedia a Mestre dove il pullman è precipitato dal cavalcavia provocando 21 vittime e diversi feriti. Hanno salvato alcuni passeggeri bloccati a bordo del mezzo prima che prendesse fuoco. Al primo grido d’aiuto, sono corsi subito ad aiutare i feriti, senza preoccuparsi di sé stessi.

I due operai martedì sera, intorno alle 20, dopo aver sentito un forte boato, hanno visto l’autobus precipitare dal cavalcavia e sono subito corsi sul posto. Toure, 27 anni e originario del Gambia, e Erheneden, 30 anni e originario della Nigeria, sono intervenuti per primi, buttandosi sul mezzo accartocciato in fondo al cavalcavia, mettendo a rischio la loro la vita.

“Abbiamo visto persone che allungavano le braccia dal finestrino, incastrate tra i sedili e pieni di sangue”, raccontano. Insieme hanno tirato fuori più di cinque persone, inclusa una bambina: “Ma non siamo riusciti a capire se era ancora viva”.

Nel soccorso Boubacar e Godstime hanno perso le scarpe e si sono tagliati ovunque con i frammenti di vetro. Ma ciò che gli importava era salvare le vite di quei pochi passeggeri rimasti bloccati nel mezzo e che chiedevano aiuto. Hanno tentato di estrarli vivi fino a quando l’incendio non è divampato e il fumo ha impedito ai due operai di proseguire il salvataggio.

“Un dolore immenso e scene che ci hanno segnato e ci porteremo a vita. Ho negli occhi quella bambina che avrà avuto l’età della mia – ricorda Erheneden -. È una vera tragedia”.


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4 ottobre, 2023

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