Viterbo – Rischia di finire a processo per omicidio colposo la moglie di un uomo morto l’anno scorso di “crepacuore”, il giorno di San Valentino, in seguito a un litigio.
La procura ha chiesto il rinvio a giudizio di una sessantenne originaria dell’est europeo sposata con un ottantenne deceduto il giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2022. Lo scorso 6 settembre è stata fissata per gennaio l’udienza preliminare davanti al gip Rita Cialoni.
Secondo i figli della vittima, che hanno sporto denuncia e sono pronti a costituirsi parte civile, la donna avrebbe appositamente animato il diverbio col padre provocandone la morte, ben sapendo che il coniuge soffriva di cardiopatia ischemica cronica e coronaropatia trivasale.
“L’indagata rompeva il precario equilibrio di forze – si legge nell’imputazione – che nella serie causale produttiva dell’evento andava a costituire un antecedente necessario da considerarsi causa dell’evento medesimo”.
La moglie sessantenne, insomma, avrebbe provocato il litigio, consapevole che al marito sarebbe potuto venire un colpo.
In seguito alla denuncia sporta dai figli della vittima, la procura ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Elisabetta Baldari.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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