![]() Giulio Marini |
![]() Il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi |
– Tutto secondo previsioni. L’esito del referendum per il sindaco e onorevole Pdl Giulio Marini era già scritto e non ci saranno ripercussioni politiche, perché i problemi stanno altrove.
Mentre dall’altra parte, nel Pd il segretario Andrea Egidi esulta perché dopo sedici anni il quorum di un referendum è stato raggiunto (gallery – Festa a piazza del comune).
“I cittadini, con il loro voto hanno voltato le spalle al premier che suggeriva l’astensione, il mare – sostiene Egidi – i cittadini al mare ci sono andati, però, dopo aver votato. Berlusconi dovrà farsene una ragione, almeno da questo punto di vista il suo appello è passato. L’Italia ha cancellato tre leggi sbagliate. Tre leggi di un governo che non gode più della fiducia del Paese, di una maggioranza che è tale, probabilmente per poco, solo nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama”.
Un voto politico. “Oggi il Premier è ancora più debole. Amministrative, turno di ballottaggio e referendum. Si è rafforzata nel Paese una straordinaria mobilitazione democratica e civica che ha l’obiettivo di aprire una nuova fase.
Anche nella Tuscia possiamo festeggiare, ringraziando quanti in questi mesi si sono spesi per un bel risultato come questo. Associazioni, comitati, amministratori locali e, ovviamente, i circoli del Pd con l’associazione degli Ecodem.
Siamo estremamente soddisfatti per aver contribuito ad un risultato cosi grande. Anche grazie a noi, i viterbesi hanno risposto bene, di questo sono veramente fiero e felice”.
Di parere opposto, Giulio Marini. “E’ tutto normale – spiega Marini – c’è stato uno schieramento politico che è andato oltre la bontà dei quesiti referendari, dando indicazioni di natura politica, è stato detto che l’acqua deve essere pubblica e lo è.
Quindi è giusto avere società pubbliche di gestione”.
Qui il tono si fa ironico. “In questo io vedo il bicchiere mezzo pieno. Risolviamo i problemi di Talete. Ora tutti i comuni entreranno”. Sul nucleare: “Dopo il Giappone – continua Marini – ho sentito le paure dei cittadini, niente di scientifico, ma è umano e vanno ascoltate. La mia preoccupazione è dove andremo a trovare l’energia che ci serve, se con eolico, fotovoltaico si arriva a un 20%. Ne rimane fuori un 80%. dal risparmio energetico? Non vedo molta propensione”.
Vede un risvolto politico nell’esito del referendum? “I problemi sono d’altra natura – osserva Marini – il livello politico è un altro. E’ quando il ministro Tremonti dice che occorre prudenza perché i conti pubblici non reggono un taglio delle tasse. Questo dovrebbe destare attenzione, capire come mai si è arrivati a un debito spropositato.
La vera preoccupazione è questa”.
– Il risultato referendario comune per comune
– Acqua1 – Sì 95,98% – No 4,02%
– Acqua2 – Sì 96,58% – No 3,42%
– Nucleare – Sì 94,41% – No 5,59%
– Legittimo impedimento – Sì 94,50% – No 5,50%
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