![]() Silvano Onofri |
– Possono sopravvivere microorganismi nel viaggio tra un pianeta e l’altro? Da oggi è possibile dare risposta affermativa.
La scoperta è stata resa possibile grazie all’università della Tuscia che ha inviato nello spazio microrganismi raccolti in Antartide e spediti a bordo dello shuttle nel febbraio 2008. Destinazione la stazione spaziale internazionale, dove sono stati sottoposti a test, rimanendo sospesi per 582 giorni.
Una volta tornati sulla terra, i ricercatori hanno constatato che i microrganismi erano ancora vivi. La ricerca è stata portata avanti dal professor Silvano Onofri della facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e Naturali e da Laura Zucconi Laura Selbman Giuliano Scalzi.
E’ la prima volta che si prendono in considerazione microrganismi complessi e il risultato è scientificamente importante e allo stesso tempo affascinante per i suoi possibili risvolti.
“Molti si sono chiesti – osserva Silvano Onofri – se è possibile il trasferimento della vita da un pianeta all’altro. Possono i microrganismi essere stati trasportati da un pianeta all’altro? Questi microrganismi possono sopravvivere al distacco di un pezzo di roccia da un pianeta, al trasferimento attraverso lo spazio, superando il vuoto assoluto e le radiazioni, quindi arrivando su un altro pianeta?
Fino a poco tempo fa la risposta sarebbe stata assolutamente no. Invece oggi diciamo assolutamente sì. Si tratta di uno spostamento di conoscenza non da poco”.
I microrganismi sono stati raccolti in Antartide, dove già sopravvivono in condizioni estreme. Sarà utile anche a capire come la nostra specie reagisce alla radioprotezione.
“Uno studio – spiega il rettore Marco Mancini – di natura scientifica, ma che ha una valenza più ampia. La ricerca è durata diciotto mesi nella stazione spaziale internazionale, è la prima volta che la nostra università si cimenta con questo tipo d’esperimenti”.
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