![]() Red Ronnie |
![]() Il dj Claudio Coccoluto |
![]() Massimo Melica |
![]() Deborah De Angelis |
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– Ascoltare, condividere e scaricare.
La musica diventa “liquida”. E lo diventa grazie ad Internet e al nuovo approccio che i giovani in particolare hanno con la tecnologia.
E proprio di musica liquida si è discusso ieri in piazza del Gesù, al primo appuntamento con il festival Medioera.
Il dibattito, moderato da Red Ronnie, ha visto la partecipazione di due avvocati esperti di diritto applicato alle nuove tecnologie, Massimo Melica e Deborah De Angelis, e il noto dj Claudio Coccoluto.
“La musica liquida – dice in apertura Red Ronnie – l’ho conosciuta qualche anno fa quando mi sono accorto che i giovani erano ormai soliti ascoltarla con l’Ipod invece che con i dischi in vinile. Migliaia di canzoni in un unico apparecchio piccolissimo. Certo un’ottima opportunità, ma con dei limiti ben precisi”.
Limiti che evidenzia anche il dj Coccoluto. “Io per mestiere ho il compito di far ballare e divertire la gente con la musica – dice –. I supporti multimediali hanno certamente allargato i confini, ma resta il fatto che ci sono cose che funzionano meglio con i vecchi metodi. Come i dischi in vinile”.
Internet però non può che essere un’opportunità per gli artisti emergenti, per chi vuole provare a farsi ascoltare senza dover passare per televisione e case discografiche, almeno non da subito.
“I reality per sfondare nel campo della musica – continua Red Ronnie – propongono ai giovani artisti di cantare sempre canzoni ormai vecchie. Loro invece vogliono esprimere la loro musica e la loro arte”.
Internet può essere un ottimo metodo per riuscire a farlo. “Gli emergenti cominciano a suonare in piazza – spiega Deborah De Angelis – poi grazie a Internet possono promuoversi. Oggi, con le Creative Commons si può condividere musica e dare la possibilità di scaricarla senza fini di lucro per farsi conoscere”.
“E’ vero – aggiunge Massimo Melica – ma non dimentichiamoci che anche Internet ha le sue strutture che possono rendere difficile tutto questo. Leggi e paletti che hanno un po’ depauperato la libertà digitale”.
Insomma problemi e opportunità sono dietro l’angolo. Red Ronnie stesso è caduto nelle grinfie di Internet. “Tempo fa – racconta – ho avuto un problema con You Tube perché non riuscivo a far togliere dalla rete dei video da me prodotti che erano stati caricati sul canale web senza alcun diritto”.
Questa è la musica liquida. Un mondo pieno di nuove possibilità, ma anche fitto di tranelli. In due ore di dibattito Red Ronnie, Claudio Coccoluto, Deborah De Angelis e Massimo Melica hanno raccontato la loro versione e il loro modo di viverla. Con i suoi pregi e i suoi difetti.
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