– Può anche non essere “empatico” per i viterbesi il nome Ryanair, ma la compagnia aerea che aborre Viterbo come scalo per i suoi aerei che trasportano passeggeri a e da Roma è comunque una primaria azienda mondiale del settore e le sue valutazioni non rispondono certo ad afflati di simpatia o conati di antipatia quando concludono che Pescara, la quale dista dalla Capitale più di 200 chilometri ed è in Abruzzo, può diventare il terzo aeroporto del Lazio.
Eppure, Viterbo è a un’ottantina di chilometri da Roma e l’Enac, l’Enav, come l’aeronautica militare, il ministero delle infrastrutture, la regione Lazio, tra gli applausi degli enti locali, hanno considerato i terreni vicino al Bullicame sito ottimale e non inquinante quanto Ciampino dal quale vogliono spostare i voli, tutti o quasi.
Ryanair, no. I suoi conti, le sue proiezioni, l’esperienza acquisita in anni di profittevole attività le fanno preferire Pescara, ma anche Perugia, a Viterbo.
Facile dire come Napoleone: prima le scelte politiche e poi il resto. L’intendence suivrà, ma qui l’intendence, se non seguirà, metterà in forse la funzione dello scalo: Ryanair, infatti, è vettore importante e potrebbe essere emulata.
Due considerazioni, in proposito. La prima: il nodo trasporti su terra (gomma e ferro, strade e ferrovia) rimane da scioglier prima di ogni altro e per farlo una provincia di trecentomila abitanti da sola non basta. Occorre riprendere con forza i collegamenti di lobbyng e di comuni pianificazioni territoriali con Civitavecchia, Grosseto, Orvieto, Terni, il nord della provincia di Roma da Cerveteri a Bracciano. Importante, al riguardo, la scelta della Regione Lazio di impegnarsi sul ripristino della strada ferrata Civitavecchia Orte, dove l’Interporto sarebbe pronto. Domanda: a Viterbo c’è davvero consapevolezza della funzione della ferrovia?
Il sostanziale silenzio è assordante quanto il clamore per l’annunciata goccia di stanziamento regionale rispetto alla cascata di soldi necessari per il completamento della Superstrada.
Seconda considerazione: per colossi dell’industria e del commercio mondiale, come Ryanair ma non solo, Pescara d’Abruzzo val quanto e più di Viterbo per i raccordi con Roma e anche la politica nazionale prenderà presto atto che l’attuale articolazione regionale è superata ed inefficiente, cambiando l’elenco delle regioni dell’art. 131 della Costituzione.
Da noi, si stanno facendo atti concreti per una strategia da area vasta che veda Viterbo protagonista o aspetteremo, come sempre, ‘ o comando dai Romani?
Renzo Trappolini
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