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Viterbo - Giuseppe Fioroni ricorda Giovanni Botondi

Un maestro di buona politica

di Giuseppe Fioroni
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Giuseppe Fioroni

Giovanni Botondi

Giovanni Botondi

– Ho avvertito il bisogno di ricordare Giovanni Botondi, nel giorno delle sue esequie, perché nella nostra convulsa società che consuma, usura e tutto brucia (esperienze, ricordi, rapporti interpersonali, vita quotidiana) non si dimentichi troppo in fretta un uomo semplice, coerente, onesto come Giovanni, che per una generazione di ex-giovani democristiani ha rappresentato un sereno e costante punto di riferimento.

Quando quindicenni io e tanti altri arrivammo a via Garbini, l’ufficio di Giovanni era il nostro punto di incontro, il luogo del confronto dei progetti, delle iniziative da fare e da realizzare. Lui era sempre disponibile, attento e soprattutto in grado di trasmetterci un concetto semplice: la politica è un servizio.

Diceva: non si vive di politica, dovete essere bravi a scuola, laurearvi, lavorare; così servirete meglio la gente e i loro bisogni.

Ricordatevi: il partito è uno strumento per servire il bene comune. Non litigate, con queste correnti il bene si fa meglio insieme. Il nostro primo congresso dei giovani fu unitario: aveva vinto Giovanni.

Le sue parole erano credibili perché lui pensava quello che diceva e soprattutto lo faceva, lo testimoniava nella vita. Non ha mai cercato benefici per lui o per la sua famiglia, sempre umile, sempre in disparte, ma capace di testimoniare una politica di servizio e di ascolto.

Diceva: state tra la gente, con la gente: non vi chiudete negli uffici. Solo così potrete capire la realtà, ciò di cui il popolo ha bisogno.

Consigli che non ci ha fatto mai mancare, anche nei nostri diversi ruoli e funzioni. Amava anche ripetere: non dimenticatevi mai che le stagioni politiche cambiano, ma i valori non mutano. E su quelli dovete continuare a costruire il futuro. Non dimenticate la vostra terra e la vostra gente: le radici vi rendono ricchi, fanno la differenza dai “polli da batteria” quelli inventati e cooptati. La gavetta vi rende autorevoli e  credibili.

C’e rimasto vicino anche quando la Dc si è sciolta e si è divisa. Una vicinanza per affetto. Ma Giovanni, con orgoglio e onore, è rimasto solo e sempre un democratico cristiano, e per tutti noi un vero maestro di buona politica, di quella politica che costruisce, che sa rinunciare agli interessi di parte per quelli di tutti, quella politica di cui oggi più che mai l’Italia ha un estremo bisogno.

Grazie Giovanni, resterai sempre con noi.

Giuseppe Fioroni


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17 agosto, 2011

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