Riceviamo e pubblichiamo – Scriviamo questo comunicato stampa per mettere al corrente tutti i lettori della bellissima avventura alla quale hanno preso parte gli studenti del liceo Buratti che a fine anno hanno ricevuto dei debiti formativi.
Partiamo dall’inizio. Per informare gli studenti delle materie in cui erano stati rimandati, si è scelta la comoda via della consegna a mano delle buste da parte dei bidelli, scelta che ha costretto tutti gli studenti che vengono dalla provincia a recarsi a scuola il giorno dell’uscita dei quadri, ottenendo solo l’invito a recarsi in segreteria la settimana successiva a ritirare la lettere (chissà per quale motivo quel giorno non poteva essere consegnata) arrivando dunque a sapere in quali materie si era rimandati a fine giugno, perdendo dunque un mese per recuperare.
L’inutilità dei corsi di recupero è ormai nota a tutti, ma questa volta si è arrivati ad assistere a episodi al limite dell’assurdo: professori provenienti da altre regioni che pretendevano di modificare gli orari delle lezioni secondo i propri comodi cambiando quindi l’orario affisso a scuola (perché ovviamente comunicarlo a casa è dannoso alla salute dei ragazzi visto che fare decine di chilometri per arrivare a scuola è pur sempre moto) e mettendo a conoscenza del nuovo orario quindi solo i presenti alla lezione.
Finiti i corsi sono stati attaccati due cartelli con l’orario degli esami dietro le sbarre della porta della ex Cesare Pinzi e tanti saluti. Ognuno ha dovuto prendersi la briga di recarsi a scuola ancora una volta e avere la fortuna di vedere il foglio.
E infine ci troviamo oggi, alle 13 di venerdì 9 settembre, a 3 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, nell’androne della scuola a sentirci dire che i quadri con gli esiti degli esami usciranno tra oggi pomeriggio e domattina, molto presto per ordinare i libri e scaricare la tensione insomma.
La nostra critica non è rivolta esclusivamente alle scuole, che ci rendiamo conto essere penalizzate e a corto di fondi, cosa che ha sicuramente influito su tutta la vicenda, ma sopratutto alla riforma dell’ex ministro Fioroni che ci ha portato a questo punto grazie alla reintroduzione dei debiti formativi, utili solo ad arricchire i professori che arrivano a chiedere anche più di 30 euro l’ora, ovviamente intascati senza ricevuta, per sopperire ad una mancanza del sistema scolastico.
Unione degli studenti
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