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– La aggredisce, la spintona e le palpa il seno. Ma per i giudici del tribunale di Viterbo non è violenza sessuale.
Il reato viene derubricato in percosse e l’uomo è condannato a un mese con la condizionale e assolto dall’altra accusa, quella di molestie.
Lui è N.Z., romeno residente a Viterbo. Lei, la parte offesa, una donna italiana di una trentina d’anni.
L’episodio risale al marzo 2007. La donna denunciò ai carabinieri di essere stata aggredita all’alba dall’uomo che abitava al piano superiore al suo, mentre rincasava con un paio di amiche.
Lui, in preda ai fumi dell’alcol, si sarebbe avvicinato e avrebbe iniziato a importunarle. “Se l’è presa in particolare con me – ha raccontato la donna questa mattina in aula, al processo contro il suo aggressore -. Mi ha messo le mani addosso senza motivo. Le mie amiche hanno cercato di difendermi. Lui le ha strattonate e ha strappato la collana di una di loro, poi mi ha palpato il seno”.
Ha denunciato il fatto in caserma, ma qualche giorno dopo N.Z. è tornato alla carica. “L’ho sentito urlare dal piano di sopra – ha detto la parte offesa -. Io ero sul pianerottolo. Ho visto che veniva verso di me. Ho fatto appena in tempo a chiudermi in casa. Lui ha cominciato a sbattere i pugni contro la mia porta. Alla fine, in mio aiuto, è accorso un vicino”. Quest’ultimo, però, non ha visto nulla di tutto ciò, come ha fatto notare l’avvocato difensore Luca Mecarini. Ha solo incrociato N.Z. che saliva tranquillamente le scale. Il resto, glielo ha raccontato la donna.
Il pm Fabrizio Tucci aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno e quattro mesi, con la condizionale. La difesa, l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Alla fine, il collegio dei giudici (presieduto da Franca Marinelli, a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni) ha alleggerito l’accusa da violenza sessuale a percosse e condannato N.Z. a un mese, assolvendolo, invece, dall’accusa di molestie.
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