![]() Marcello Meroi |
– Avvilito per lo spettacolo poco edificante, ma alla fine Marcello Meroi rimane al suo posto. Dopo l’ennesimo giro a vuoto del consiglio per eleggere il successore di Camilli, il presidente della Provincia prova a raccogliere i cocci.
“Due sono le strade – spiega – se dovessi rispondere al mio carattere, staccherei i miei quadri dall’ufficio di presidenza e me ne andrei via. Mi darebbe serenità, ma io sono stato eletto dai cittadini per amministrare e a loro questo interessa”.
Quindi prende la seconda via. “Rimango al mio posto – anticipa Meroi – riformulerò entro lunedì la giunta. Del presidente del consiglio non m’interessa. Io sto a capo dell’esecutivo”. Quindi rimetterà quattro assessori del Pdl nella sua squadra. Ma se saranno tutti e quattro quelli tolti (Equitani, Simeone, Fraticelli e Bianchini), se solo una parte, se sostituiti da consiglieri o se nominati esterni, questo è tutto da decidere. A breve.
“Io la presenterò e se avrà il consenso del consiglio bene, altrimenti, al primo atto di sfiducia politica rassegnerò immediatamente le mie dimissioni”. Meroi cambia il passo. “Quello che ho visto è uno spettacolo poco edificante. Non condivido nulla di una vicenda che è esclusivamente di natura politica.
Questa è la sede istituzionale, è sbagliato il luogo. Mai vista una cosa simile in 36 anni d’attività politica, con veti di natura politica esterni a ogni livello”. La politica grande assente. “Se non in alcuni interventi particolarmente dannosi. La gente chiede altro. C’è il dimensionamento scolastico che incombe, di tutto quanto accaduto attorno al presidente del consiglio non interessa a nessuno. Ma qui e anche fuori non lo hanno capito”.
Al Pdl manca la capacità d’affrontare i problemi. A livello nazionale come quello locale. Presto ci sarà il congresso provinciale e Meroi tra le righe si lascia sfuggire come una sua corsa alla presidenza potrebbe anche concretizzarsi.
“Sulla vicenda il partito durante una riunione l’unica cosa che è stato detto è il nulla – spiega Meroi – per tre volte il coordinatore regionale Piso è inutilmente intervenuto. Io mi devo riappropriare del ruolo per il quale mi trovo qui. Non faccio il dirigente Pdl. Farò le mie valutazioni e indipendentemente da chi mi chiamerà gridando su come vadano fatte le scelte, io deciderò come mi pare. Poi, chi ci sta ci sta, chi non ci sta lo dica, così lo sappiamo.
Non faccio più il mediatore, non mi compete”.
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