– Una spaghettata e un bicchiere di vino al casale dopo averlo svaligiato. Proprio come “I soliti ignoti” di Monicelli. Ma la pasta non hanno fatto in tempo a cuocerla: i carabinieri sono arrivati nel bel mezzo dello spuntino e li hanno arrestati per furto aggravato.
Erano in tre, tutti romeni, di età compresa tra i 23 e i 33 anni. I militari della stazione di Orte li hanno sorpresi giovedì notte in un casale non lontano dal parcheggio Molegnano.
Non riuscendo a rompere i lucchetti all’ingresso, i tre avevano divelto l’intera intelaiatura della porta. Poi, una volta dentro, hanno riempito un borsone di attrezzi agricoli, trapani, frullini, decespugliatori e tutto ciò che, di rivendibile, sono riusciti a trovare. E alla fine, già che c’erano, hanno pensato di improvvisare una cenetta con quello che c’era in dispensa: pasta, carne e una bottiglia di vino. “Capannelle docet”, ha commentato il pm Renzo Petroselli. A coronamento di una serata iniziata all’ora di cena in un bar, a bere birre fino a tardi.
A guastare la festa, i carabinieri, che hanno interrotto il banchetto e sequestrato il borsone. All’interno, oltre agli arnesi arraffati nel casale, i militari ne hanno trovati altri, appartenenti al padrone di un altro casolare vicino.
Al processo con rito abbreviato, tenutosi ieri mattina al tribunale di Viterbo, il giudice Italo Ernesto Centaro li ha condannati a dieci mesi di reclusione, più 300 euro di multa ciascuno, accogliendo in pieno la richiesta del pm e respingendo quella di assoluzione dell’avvocato Virna Faccenda.
Per i tre si sono quindi aperte le porte del carcere Mammagialla, dato che, come sottolineato dall’accusa, sono tutti senza fissa dimora e non hanno un posto dove andare.
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