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– Aveva minacciato l’ex moglie di darle fuoco insieme al figlio di cinque anni, se non fossero tornati a vivere insieme.
Per questo, M.D., 42enne romeno, è stato condannato a tre anni e 800 euro di multa dal tribunale di Viterbo. Le accuse erano atti persecutori e detenzione di arma da guerra clandestina.
L’imputato era stato arrestato circa due settimane fa dai carabinieri di Corchiano. Era stata la sua ex a denunciarlo, raccontando di essere stata da lui minacciata la sera del 20 gennaio. “O torni a vivere con me – le avrebbe detto – o ti brucio insieme a nostro figlio”.
Un proposito che M.D. avrebbe confessato anche a un amico il giorno dopo, ubriaco: “Esco di casa perché voglio dare fuoco a mia moglie e a mio figlio”. Parole che avrebbero spinto l’amico ad avvertire la donna, che ha trovato la molotov a casa dell’ex e l’ha portata ai carabinieri.
Per l’accusa – che ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi e 1200 euro di multa – l’escalation di violenze era iniziata già dall’estate scorsa. Secondo le indagini del pm Fabrizio Tucci, la donna sarebbe stata ripetutamente insultata e picchiata, una volta persino con un bastone di ferro. Anche in quell’occasione, il 42enne avrebbe minacciato di bruciarla, trascinandola davanti a una stufa. Da qui, la decisione di andarsene col bambino per iniziare una nuova vita. Ma i continui appostamenti dell’ex glielo avrebbero impedito.
Di tutt’altro avviso l’avvocato di M.D., Tania Cesarini, secondo la quale “non c’è traccia di altre minacce o atti persecutori, perché la donna non li ha mai denunciati. E quanto alla molotov – ha aggiunto il legale -, affinché sia tale, è necessario che la bottiglia sia di vetro e non di plastica, come quella ritrovata. Il liquido all’interno, tra l’altro, non è stato neppure analizzato…“.
Argomenti non hanno convinto i giudici del collegio presieduto da Gaetano Mautone (a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni), che ha condannato l’imputato anche all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e all’allontanamento dal territorio nazionale una volta espiata la pena.
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