– “L’abbiamo visto rotolare giù dagli spalti. Poi, un gruppo di ragazzi si è precipitato in fondo alle gradinate e ha cominciato a prenderlo a calci”.
E’ la versione unanime dei testimoni citati dall’avvocato di un tifoso civitavecchiese, imputato per lesioni gravissime al tribunale di Viterbo.
La storia è di cinque anni fa. Il 15 aprile 2007, allo stadio di Monterosi, durante il match trai padroni di casa e i civitavecchiesi del San Pio X, un uomo è stato accecato da un pugno in pieno viso. A sferrarglielo, l’odierno imputato, tifoso del Civitavecchia, che però dice di aver agito per difesa, essendo stato aggredito a sua volta.
Una tesi appoggiata da quasi tutte le persone comparse, ieri mattina, sul banco dei testimoni. La maggior parte di loro ha detto di aver visto l’imputato volare letteralmente giù dagli spalti.
Chi sia stato a spingerlo, nessuno ha saputo dirlo. Solo l’allenatore del San Pio X ha aggiunto un dettaglio ai racconti degli altri. “Ricordo di aver visto sulle gradinate l’uomo che è stato atterrato dal pugno – ha detto il teste, in aula -. Ho notato soltanto che strattonava l’imputato, ma non so se sia stato lui a spintonarlo”.
Una versione opposta, rispetto a quella della parte civile. All’udienza precedente, l’uomo aveva raccontato di essere intervenuto in difesa del figlio, schiaffeggiato dall’imputato. Quest’ultimo lo aveva poi colpito con un pugno. Lo stesso che gli ha fatto perdere l’uso dell’occhio sinistro. Forse perché, come ritengono accusa e parte civile, il tifoso indossava un anello appuntito che, però, non sarebbe mai stato trovato.
Alla prossima udienza del 18 settembre sarà l’imputato a raccontare i fatti in aula, per poi passare alle conclusioni di avvocati e pm e, quindi, alla sentenza.
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