![]() Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese |
– Trascinato in tribunale per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce alla ex. Ma, secondo un testimone, ad alzare le mani, nella coppia, era lei.
Così racconta la sorella dell’imputato, un bracciante 50enne di Vetralla, accusato di aver più volte picchiato quella che, tra il 2008 e il 2009, era la sua compagna.
La donna, assistita dall’avvocato Antonella Fiore Melacrinis è parte civile al processo, svoltosi ieri al tribunale di Viterbo. Lamenta di aver subìto percosse e minacce e una volta anche un sequestro di persona: lui l’avrebbe tenuta segregata nel loro appartamento a Vetralla, impedendole di uscire. Una ricostruzione non solo smentita, ma anche ribaltata dalla sorella dell’imputato, ascoltata ieri mattina in udienza.
“L’ho visto spesso cosparso di graffi e lividi – ha spiegato la signora -. Lei era possessiva. Gelosa persino di me. Tant’è che ha anche cercato di allontanarmi da mio fratello. Non l’ho mai vista ferita. Lui, invece, sì. So per certo che una volta gli ha dato un calcio in mezzo alle gambe, ma mio fratello non l’ha mai denunciata. Aveva problemi di alcolismo, ma è una persona buona. Non ha mai dato in escandescenze in mia presenza”. L’ex, invece, ritiene il contrario. A suo dire, il compagno più beveva e più diventava violento. Al punto da costringerla a sporgere querela tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009.
Il processo, iniziato un anno dopo, è prossimo alla fine. Il 20 giugno il giro delle testimonianze sarà completato e, con esso, l’istruttoria. L’udienza successiva servirà per tirare le somme, con requisitoria dell’accusa e arringhe di parte civile e difesa. Dopodiché, la sentenza.
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