![]() Daniela Bizzarri |
Riceviamo e pubblichiamo – Noi abbiamo mantenuto la promessa, e ieri davanti al Tribunale c’eravamo.
Oltre io e mamma Agata, una rappresentanza dell’associazione Affi, Esthia, Udi nazionale, siamo state fino alla fine fuori il tribunale dei minori, mentre dentro venivano ascoltati gli otto ragazzi.
Apprendere dall’avvocato Paciotti, difensore della giovane, che a parte le varie contraddizioni, e i molti “non so”, “non ricordo”, ancora una volta cambiare versione e dichiarare di aver avuto rapporti, ma che la ragazza era consenziente, ci ha lasciato basite!
Non era questa la prima versione, quando si era invocata la “messa in prova”, tanto che per ottenerla si era chiesto scusa ammesso il fatto eccetera..
E’ vero, ora la cosa si fa dura, i danni potrebbero essere pesanti, e allora meglio tornare alla prima dichiarazione, che potrebbe fare meno male.
Noi donne non ci stiamo, questo balzello, non solo ci irrita ma ci fa stare male.
Io onestamente mi ribello a questo modo di fare di giovani, che oggi a 21 anni, ancora una volta, non riescono a prendersi le loro responsabilità. Lo potevo pensare quando nel 2007 avevano 15 anni, ma ora no. Cosa sarà la loro vita da grandi, quando avranno una famiglia, magari una figlia femmina, anche se saranno assolti?
Noi donne, nelle tante ore di attesa, abbiamo tutte condiviso il pensiero di credere fortemente nella giustizia, e sperare che un giudice che legge i fascicoli dall’inizio non possa non capire le varie tattiche utilizzate in questi anni, le discordanti dichiarazioni, a seconda di come tirava il vento.
E poi non sono mancati neanche i sorrisi, e il senso di soddisfazione (forse apparente), manifestato all’uscita dal tribunale.
Ma chi pensa alla reazione che potrà avere la giovane, se leggerà quanto dichiarato? E’ proprio vero, lo diceva lei stessa: “Ogni udienza è come quella sera, oltre la violenza fisica, anche 5 anni di violenza psicologica! Non vale la pena cercare giustizia, se poi la mia sofferenza, appena si attenua leggermente, rifiorisce ancora più forte ad ogni udienza!”
Io, dopo diverso tempo, rivedendo la ragazza all’udienza del processo civile ho stentato a riconoscerla. Forse in uno stato ancora peggiore dei primi tempi. Dimagrita all’inverosimile, emaciata, consumata dall’ansia e dall’angoscia di dover ripercorrere davanti al giudice quanto le era accaduto cinque anni fa.
In questi anni, tante sono state le cose brutte scritte e vissute, ma ieri, veramente è stata scritta una delle peggiori pagine di questa brutta e terribile vicenda.
Amica nostra, noi, tante e tanti altri saremo fino all’ultimo al tuo fianco. Il 17 settembre faremo veramente sentire la nostra voce, e questa volta non ci interessa se ci porteranno in questura perché disturbiamo: siamo stanche di essere silenziose, ubbidienti, disponibili, perché tutto questo non ci ha pagato.
Daniela Bizzarri
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