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– L’Università della Tuscia (Dibaf) offre corsi di laurea per futuri enologi, esperti in green biotech e sicurezza degli alimenti, tecnici eco-forestali. Tassi di occupazione dopo tre anni dalla laurea del 90%.
Forse non è così roseo, ma il futuro del lavoro è di sicuro verde. Se le previsioni sono corrette, i prossimi anni vedranno una crescita costante dei green jobs, le professioni legate all’ambiente e alla qualità dello sviluppo e degli alimenti.
Già ora i numeri sono consistenti: il 23,9% delle imprese italiane ha investito o ha programmato di investire in tecnologie e in prodotti “verdi” e il 38% delle assunzioni programmate nel 2011 ha riguardato figure professionali legate alla sostenibilità e alla qualità. Ad aiutare il settore è poi arrivato il programma straordinario per l’ occupazione del Ministero dell’ Ambiente che prevede nei prossimi due anni incentivi per l’ assunzione di 60mila “under 30” nei settori green.
Per cogliere le occasioni offerte da questo mondo del lavoro in crescita è necessario avere un “curriculum verde” attraverso un percorso formativo ad hoc (nel settore dei green jobs è richiesta una percentuale dei soggetti laureati più che doppia rispetto ad altri tipi di occupazione) e per far fronte a questa nuova domanda di posti verdi, il Dipartimento per l’ Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (Dibaf) dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo) offre cinque corsi di laurea, tre triennali in Biotecnologie; in Tecnologie Alimentari ed Enologiche; in Scienze Forestali e Ambientali e due corsi biennali di laurea magistrale in Sicurezza e Qualità agro-alimentare e in Scienze Forestali e Ambientali.
“C’è un immenso bisogno di costruire una nuova economia – ha detto Piermaria Corona, direttore del Dibaf – attraverso soluzioni innovative di sostenibilità ambientale e i nostri corsi di laurea sono orientati in questa direzione”.
Corona ha anche sottolineato quelle che sono le carte vincenti dei corsi offerti dal DIBAF dell’Università della Tuscia. “Innanzitutto – ha dichiarato – studiare a Viterbo significa ritrovarsi in una città accogliente e in un territorio a misura d’uomo; in secondo luogo, l’Ateneo della Tuscia è classificato tra quelli eccellenti in Italia; in terzo luogo c’è l’opportunità di essere direttamente inseriti in un ambiente di studio dinamico, dove ricerca, rapporti con le imprese e job placement in settori avanzati si coniugano con un profondo legame con il territorio”
Questi fattori sembrano poi essere apprezzati dagli studenti che al cento per cento esprimono giudizi positivi sui corsi di laurea e hanno la certezza di essere inseriti facilmente nel mondo del lavoro. I laureati in scienze forestali e ambientali, ad esempio, per il 90% sono occupati dopo tre anni e hanno un tempo di reperimento del lavoro di sei mesi in media; tra quelli laureati in biotecnologie c’è un tasso di occupazione tra i più alti d’Italia e per chi ha scelto tecnologie ambientali ed enologiche si apre un settore tra i più competitivi d’ Italia, con 2.500.000 addetti nella filiera agroalimentare e una crescita registrata nel solo settore enologico del 50%.
“Questi buoni risultati – conclude Corona – sono anche dovuti al fatto che nei corsi di studio offerti da Dibaf lo studente è seguito singolarmente, con la possibilità di significative esperienze di laboratorio e sul campo in un ambiente dinamico e innovativo, ricco di stimoli”.
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