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Viterbo - Su settanta atenei è ai vertici della graduatoria di quelli che hanno subito minori tagli

L’Unitus quarta in Italia

di Giuseppe Ferlicca
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Il rettore Marco Mancini

Il rettore Marco Mancini

– Università della Tuscia quarta in Italia su settanta atenei in base alle cifre ministeriali.

Negli ultimi tre anni il taglio medio dei finanziamenti al sistema universitario è stato del 12% e a Viterbo del 7%, mentre nell’ultimo anno, a fronte di una media del 2%, nella Tuscia il calo è stato dello 0,48%.

Perdono tutti. La differenza la fa la percentuale.

Per usare un termine sportivo, utilizzato dal rettore Marco Mancini, è il miglior piazzamento di sempre.

In anni di sacrifici e tagli – sottolinea Mancini – il lavoro duro è stato premiato. I numeri parlano di un’università in crescita, siamo molto al di sotto della media nazionale ed è in assoluto la percentuale minore di taglio mai avuta in anni così tempestosi”.

Tanto per rimanere in ambito sportivo: “Quest’università – sottolinea il rettore – non si è mai fermata, corre sempre. Magari col fiatone, ma corre. Perché anche altri lo fanno e allora occorre andare più veloci”.

Anni difficili in cui l’ateneo viterbese comunque si è rinnovato, a partire dall’offerta formativa. “Si aggiungono Ingegneria e Giurisprudenza e dopo gli ultimi passaggi formali anche Restauro – anticipa Mancini – sono corsi di un certo peso per i quali ci aspettiamo una risposta dal territorio di tutto rispetto. I segnali ci sono”.

L’offerta formativa oggi vede quindici corsi di laurea, quattordici di laurea magistrale, sedici di dottorato, due master di primo livello e uno di secondo e una scuola di specializzazione.

Abbiamo fatto molto per i giovani – continua Mancini – con assunzioni di giovani ricercatori. Sono in totale 139 e rappresentano il 42% sul totale del corpo docente che comprende 275 dottorandi, 71 assegnisti, 85 ordinari e 106 associati”.

L’ateneo alla ricerca dedica il 14% delle risorse interne e il 10% dei fondi esterni.

In una struttura possiamo dire oggi completamente informatizzata – osserva ancora il rettore – dalle immatricolazioni ai certificati digitali, passando per le valutazioni didattiche tramite tablet”.

L’ateneo cresce, ma non crescono a quanto pare le tasse per gli iscritti. “Ci sono 36 atenei – osserva Mancini – i cui incrementi vanno oltre il 20%. Noi non lo abbiamo fatto e nonostante tutto assumiamo. Credo che siano oggettivamente bei risultati, per l’università e quindi per il territorio”.

Da presidente della Crui, il rettore ha una visione d’insieme. “Vedo difficoltà, atenei che non possono assumere personale.

Noi simili problemi non li abbiamo mai avuti, così come realtà che stanno pensando a fusioni. A noi la cosa non riguarda”.

Quindi un riferimento alle cronache di questi giorni. “Sono rettore dal 1999 – conclude Mancini – in tredici anni le mie spese di rappresentanza sono state di tremila euro.

Ho letto da qualche parte di qualche collega che ha avuto problemi con la magistratura, che in un solo anno ne ha spesi 3400”.

Giuseppe Ferlicca


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19 giugno, 2012

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