![]() Il tribunale di Viterbo |
– Rubava la corrente ai morti.
Così un imprenditore romano sulla quarantina, alla sbarra per furto di energia elettrica, avrebbe risparmiato sulla bolletta: succhiando corrente dal contatore dell’obitorio del cimitero di Monterosi.
I costi erano a carico del Comune, ritrovatosi a pagare bollette salatissime, senza spiegarsi il perché. La colpa non poteva di certo essere degli ignari “ospiti” della camera mortuaria. E infatti il problema era un altro: il presunto allaccio abusivo scoperto dall’Enel nel 2009 nel contatore di un’azienda, collegato a quello dell’obitorio. E così, il titolare dell’azienda è finito a giudizio per furto di energia elettrica.
Il processo, in corso al tribunale di Viterbo, doveva conludersi ieri mattina, con le richieste di accusa e difesa e la sentenza.
Ma colpo di scena: l’accusa cambia. Per quelle bollette, il Comune ha pagato 9mila euro. Molto più del dovuto, se risultasse vero che c’era un allaccio abusivo. Il giudice del tribunale di Viterbo Eugenio Turco ha quindi rimesso gli atti al pm Paola Conti. Tutto da rifare. Compresa la citazione in giudizio. Non più per furto di energia elettrica ma per truffa aggravata ai danni dello Stato.
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