![]() Piero Camilli |
![]() L'avvocato Pierfrancesco Bruno |
– Cinque anni di squalifica per Piero Camilli e la retrocessione del Grosseto in serie C1.
E’ quanto ha chiesto il procuratore federale di fronte alla commissione disciplinare della Figc per lo scandalo calcioscommesse.
A Piero Camilli, presidente del Grosseto Calcio, è contestato di aver partecipato alla combine di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010.
La posizione di Camilli è stata discussa nel tardo pomeriggio. In mattinata, invece, si era partiti con la posizione di Antonio Conte, l’attuale allenatore della Juventus, una delle personalità di maggiore spicco di tutta la vicenda. La commissione disciplinare ha definito “non congruo” il patteggiamento tra Antonio Conte e la procura federale, che aveva chiesto per il tecnico della Juve tre mesi di squalifica e 200mila euro di ammenda.
Questa è stata la prima udienza dei due processi sportivi inerenti i filoni di indagine sul calcioscommesse condotti dalle procure di Cremona e Bari.
La richiesta del procuratore per Piero Camilli, difeso dagli avvocati Mattia Grassani e Pierfrancesco Bruno insieme a Enrico Valentini, è stata quindi quella di veder retrocessa la squadra di cui è presidente e di essere interdetto per cinque anni dalla possibilità di essere presidente di qualsiasi squadra di calcio.
L’udienza prosegue domani (2 agosto) quando saranno ascoltate le società che avrebbero vantaggi di classifica qualora vengano concesse le squalifiche richieste.
Per quanto riguarda, infine, l’altro filone della vicenda calcioscommesse, ovvero quello gestito dalla procura di Bari nel quale è coinvolto il difensore viterbese della Juventus Leonardo Bonucci, bisognerà attendere l’udienza prevista per venerdì 3 agosto.
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