Riceviamo e pubblichiamo – Come per i miracoli è veramente difficile crederci.
Parliamo di Giuseppe Fioroni che, dopo anni di assoluto silenzio nei quali si limitava a impartire ordini a segretarie personali e portaborse vari, notiamo ora, con piacevole sorpresa, che il nostro da circa un mese, a giorni alterni, staziona con gran risalto sugli organi di informazione viterbesi.
Di per se stessa tale circostanza è positiva, dato che di altri parlamentari, pure di provenienza viterbese, si sono completamente smarrite le tracce.
Nei suoi interventi Giuseppe Fioroni dispensa ricette per la sicura vittoria elettorale del Pd alle prossime elezioni amministrative della città di Viterbo.
In particolare, nel corso di una intervista apparsa su Tusciaweb il 16 agosto, nell’affrontare la spinosa questione della chiusura e della mancata riapertura delle Terme Inps, il nostro testualmente dice “sono esterrefatto come in tutti questi anni altri siano riusciti a realizzare stabilimenti, noi no”.
Apprezziamo quel “noi no”, perché mettersi tra coloro che nulla hanno fatto per le Terme Inps e in generale per la promozione del termalismo viterbese corrisponde a pura verità.
E’ bene infatti che Fioroni non dimentichi mai che allorché nel lontano 1992 si arrivò alla insensata chiusura di quegli stabilimenti egli era sindaco della città di Viterbo.
All’epoca, in tutta Italia, vi erano cinque centri termali Inps, tutti destinati alla chiusura, ma soltanto quello della nostra città, a causa della totale e colpevole inerzia dell’amministrazione comunale, ha poi effettivamente cessato l’attività. Gli altri, attraverso società promosse dai rispettivi comuni, hanno continuato ad operare, senza mai interrompere la loro attività economica.
E’ altresì bene che Fioroni rammenti sempre che a causa di quella inerzia si sono persi più di cento posti di lavoro a tempo indeterminato e circa novanta a tempo determinato.
Sempre con riferimento a quell’intervista, sembra altrettanto paradossale che Fioroni accusi i tanti che si sono allontanati e che continuano ad allontanarsi dal Pd viterbese, tra i quali il sottoscritto, di averlo fatto in opposizione ad un presunto processo innovativo che ci sarebbe nel partito. Nulla di più falso.
Innovazione, volti nuovi, idee nuove, progettualità, vicinanza ai problemi della gente, presenza reale sul territorio, primarie vere e non taroccate è quanto richiesto a gran voce dalla base del tutto inascoltata e ignorata.
Il Pd viterbese è immobile dalla sua fondazione, organizzato ad esclusivo servizio delle personalità e dei gruppi di potere provenienti dai partiti fondanti, lottizzato in maniera estrema, avviluppato in eterne conte interne e lotte intestine per poltrone, poltroncine, sedie e sedioline ed è appunto tale situazione, della quale Fioroni è tra i principali responsabili, ad aver seminato disaffezione, sfiducia e delusione tra i militanti.
Il partito è ai minimi storici e quasi inesistente nel viterbese. In tale desolante panorama Fioroni, che si sente il nuovo che avanza, si appresta ad imporre la sua ricandidatura per il quinto mandato parlamentare.
Il gruppo che ha fondato “Solidarietà cittadina” ha una storia politica costruita tra la gente e nell’ultimo anno ha interloquito con migliaia di viterbesi, senza il minimo aiuto di nessuna componente o fazione del partito locale o nazionale,anzi da questo ostacolati.
Nello stesso periodo i maggiorenti del Pd viterbese sono rimasti invece comodamente seduti sulle loro poltrone, senza sapere non solo quello che succedeva a via della Palazzina, ma nemmeno sotto al condominio di via Cardarelli, 6 (sede del Pd).
Franco Marinelli per “Solidarietà Cittadina”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY