– Era accusato di aver preso a bastonate l’aggressore di suo figlio, dopo averlo aspettato tutta la notte sotto casa.
Il tribunale di Viterbo lo ha assolto con formula piena. E la vicenda di un 60enne viterbese imputato per lesioni aggravate si è conclusa così. Scagionato dopo una lunga vicenda giudiziaria.
Il fatto risale all’ottobre 2009. L’uomo fu additato come l’autore di un’aggressione ai danni di un giovane, all’epoca 25enne, al quartiere Pilastro.
Il ragazzo fu colpito da una bastonata alla nuca mentre rincasava all’alba. I sospetti si concentrarono subito sul pensionato, che, secondo l’accusa, avrebbe avuto un movente ben preciso: vendicare il figlio, rimasto gravemente ferito dopo una lite in discoteca con il 25enne.
La dinamica del fatto non risulta chiara. In aula si è parlato prima di una coltellata, poi di una bottigliata. Per l’episodio, comunque, il 25enne ha riferito di essere già stato condannato in primo grado e di aver fatto appello. Ha anche detto di aver riconosciuto, nel suo aggressore, l’imputato, incappucciato e con guanti in lattice.
Ma la ricostruzione contraddittoria dei fatti e la mancanza di una prova certa che a commetterli fosse stato il pensionato ha convinto il giudice Eugenio Turco a respingere la richiesta di condanna, avanzata dal pm Cristiano Ricciutelli, accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Giovanni Bartoletti.
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