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(s.m.) – Non ci sarà nessuna perizia medico legale.
Il gup del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti ha respinto la richiesta di Vasilica Goldum, 37enne romeno imputato per l’omicidio del fratello.
La perizia, chiesta dall’avvocato Massimo Rao Camemi insieme al giudizio abbreviato, doveva servire a far luce sulla dinamica del delitto, avvenuto la notte del 18 settembre 2011 a Oriolo Romano.
Il 37enne Vasilica colpì il fratello minore Mihai con una coltellata. I due, entrambi ubriachi, avevano discusso per una presunta relazione tra Mihai e la moglie di Vasilica.
Per l’accusa l’omicidio fu volontario. Da qui, l’inutilità di una perizia che, secondo il pm Fabrizio Tucci, non avrebbe aggiunto nulla a una dinamica già chiara. La difesa, invece, riteneva l’accertamento importante per dimostrare l’accidentalità del fatto.
La vittima si sarebbe avvicinata al fratello per colpirlo alla testa con una sedia. Vasilica, a quel punto, potrebbe aver reagito per provocazione, utilizzando il coltello con cui stava tagliando il pane. Oppure, il colpo potrebbe essere partito per un tragico errore, nella colluttazione tra i due fratelli.
“La perizia medico legale avrebbe potuto dirci molto al riguardo – afferma l’avvocato dell’imputato all’uscita dall’aula -. Ma, evidentemente, il gup ha ritenuto di avere un quadro già chiaro della vicenda. Fosse dipeso da me, avrei cercato di acquisire tutte le informazioni possibili sulla dinamica dei fatti. Una persona è morta. Un’altra rischia trent’anni di carcere. E’ un caso delicato, scaturito da una tragedia. Lui è una persona mite. Voleva bene al fratello e ne ha sofferto molto la perdita”.
La discussione è fissata al 26 novembre, quando accusa e difesa tireranno le somme. Dopo requisitoria e arringa, il gup deciderà.
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