Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione,
ho avuto modo di leggere l’articolo a firma Giuseppe Ferlicca avente ad oggetto un mio ipotizzato coinvolgimento nella prossima consultazione elettorale per il rinnovo della amministrazione comunale di Viterbo quale candidato del Pd.
Gradirei che si prendesse atto che la mia professione di magistrato, per come l’ho intesa da sempre e per come la intendo tuttora, non mi consentirebbe di assumere posizioni di sorta nell’ambito di alcuno schieramento politico e che non sono stato contattato da alcun partito con la proposta di diventarne candidato a sindaco di Viterbo. Tanto meno ritengo di poter diventare “burattino” nelle mani di alcuno.
Anche nella precedente tornata elettorale fu evocato il mio nome e formalizzai una dichiarazione di smentita della notizia giornalistica che mi vedo costretto a ribadire ancora una volta.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro!
Cordialmente.
Carlo Maria Scipio
Solo poche parole solo per una doverosa precisazione rispetto a quanto afferma il procuratore.
Il procuratore di Arezzo Scipio chiude la sua lettera con una smentita di una “notizia giornalistica” che in realtà noi non abbiamo mai dato.
Non abbiamo mai scritto che il procuratore sia stato “contattato”, né dato per scontato un suo coinvolgimento, né che potesse essere concretamente il candidato del Pd, semmai del centrosinistra.
Come capita ai giornalisti, abbiamo solo descritto un fatto: “Continua insistentemente a circolare un nome che il centrosinistra potrebbe tirare fuori dal cilindro. Una persona fuori dai giochi della politica, la novità che la gente cerca in un momento in cui il mondo politico non gode di un forte gradimento. Si tratterebbe di Carlo Maria Scipio”, abbiamo scritto.
Abbiamo cioè riportato il fatto che nel mondo politico viterbese si fa il suo nome e lo si continua a fare da settimane. E lo si fa soprattutto nel centrosinistra. Questo ovviamente non comporta, come giustamente sottolinea il procuratore, che il diretto interessato sia stato informato e, cosa più significativa, sia d’accordo.
Come dire: si spera che non si arrivi in Italia ad essere candidati a propria insaputa. Può invece capitare, come è capitato, che si avanzi il nome di un possibile candidato senza aver fatto ancora i conti con l’oste. E ben venga quindi la limpida precisazione del procuratore.
Questo per dire che quello che viene smentito sono le voci e non la “notizia giornalistica” sulle voci. Il linguaggio e non il metalinguaggio, verrebbe da dire.
Prendiamo quindi atto della indisponibilità del procuratore a scendere in politica. E questa è una notizia e un dato di chiarezza di cui non si può non ringraziare Carlo Maria Scipio. Nella confusionaria politica viterbese un lampo di cartesianesimo non può che far bene.
Carlo Galeotti
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