– E’ di nuovo agli arresti domiciliari il 70enne accusato di aver appiccato un incendio nella campagna ronciglionese.
Così ha deciso il giudice del tribunale di Viterbo Gaetano Mautone, su richiesta del pm Stefano D’Arma.
Stando a quanto scritto dai carabinieri in un’informativa inviata in procura i primi di settembre, il 70enne avrebbe avuto un’accesa discussione con due fratelli, proprietari di un terreno in località Barco, a Ronciglione.
Proprio per il possesso di quel terreno, tra l’anziano e i due è in corso da anni una battaglia legale.
I due fratelli lo hanno comprato, ma il 70enne ritiene che l’acquisto sia illegittimo, perché il terreno era demaniale e gravato da usi civici.
A metà luglio, l’anziano è stato arrestato con l’accusa di aver incendiato il campo vicino a quello dei due fratelli. Tempo poco più di un mese e scoppia l’ennesima lite: il 70enne va a fotografare dei cartelli apposti sul terreno insieme al figlio e discute animatamente con i proprietari. Scattano di nuovo i domiciliari, per le presunte minacce e ingiurie che l’anziano avrebbe rivolto ai due, ma il suo avvocato è perplesso.
“Accetto l’ordinanza con cui il giudice ha disposto i domiciliari, ma non la condivido – spiega il legale del 70enne, Simone Maria Fazio -. Si fa riferimento a reati specifici, quando, in questo caso, le accuse sono tutt’altre: non incendio, ma minacce e ingiurie. E quanto al possesso del terreno, vorrei sottolineare come il Comune di Ronciglione, da anni, stia lasciando la contesa ai privati. Secondo noi, fino a prova contraria, quel terreno è ancora del Comune, che però dovrebbe usarlo senza agevolare una parte piuttosto che un’altra, come ha fatto poco tempo fa, recintando uno dei lati del campo. Per noi quella recinzione è illegittima. Per avere spiegazioni su come sia stata deliberata questa chiusura, ho scritto sia alla Regione che al Comune, ma non ho ancora ricevuto risposta”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY