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Grotte Santo Stefano - Per il giudice era incapace di intendere e di volere al momento dei fatti

Massacrò i suoi cani e minacciò la vicina, assolto

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Ha massacrato i suoi cani e minacciato di accoltellare una vicina di casa. Ma al momento dei fatti era incapace di intendere e di volere.

Per questo motivo il tribunale di Viterbo ha assolto V. B., 70enne di Grotte Santo Stefano a giudizio per minacce, evasione dagli arresti domiciliari, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Per l’anziano, i guai giudiziari sono iniziati sei mesi fa. In poche ore, uccise uno dei suoi cani a bastonate e ne strangolò un altro, facendolo a pezzi e gettandolo in un fiume. Episodi che gli valsero due denunce per maltrattamento di animali.

Il 24 aprile finì ai domiciliari per aver minacciato di accoltellare la vicina di casa. Tre giorni dopo, la nuova aggressione, stavolta a passanti e carabinieri, brandendo un coltello sulla soglia di casa.

Ieri mattina, in aula, le conclusioni dello psichiatra Alberto Trisolini. “Escludo un problema neurologico – ha spiegato il consulente, che ha sottoposto il 70enne a perizia psichiatrica -. Il disturbo è di natura psichica, consistito in un’improvvisa perdita di lucidità che ha reso l’imputato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti”.

Il problema, per il dottore, va ricercato nel contesto familiare dell’uomo. La moglie è morta sette anni fa. Non ha figli, né soldi. Vive con una sua conoscente e il marito. Trisolini gli ha consigliato di cambiare ambiente. In carcere e in casa di cura, per sei mesi, si è comportato normalmente. Tutti gli episodi sono avvenuti a casa.

Ma il 70enne non vuole saperne. “Adesso sto bene – ha spiegato al giudice -. Questa donna è l’unica che mi ha sempre aiutato. Non voglio separarmi da lei”.

Il giudice Gaetano Mautone ha accolto la sua richiesta: V. B. non tornerà in casa di cura. Da oggi potrà di nuovo convivere con la donna e il marito.


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11 ottobre, 2012

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