– E’ stato condannato a sei mesi il 45enne imputato per atti osceni al tribunale di Viterbo.
L’uomo, originario di un paese della provincia, era stato denunciato nel 2009 dopo che alcune donne, segretarie di un noto studio legale viterbese, lo avevano visto spogliarsi nel parcheggio di via Cardarelli.
Stando alle indagini della squadra mobile, il 45enne si appostava dietro un albero per poi mostrare il pene alle passanti. Le testimoni dicevano di averlo visto sempre con indosso una tuta da meccanico.
Ieri l’epilogo. La difesa, rappresentata dall’avvocato Samuele De Santis, ha cercato di insinuare dubbi sulle indagini. In particolare, sull’individuazione della targa della jeep dell’imputato e sulla sua identificazione.
Proprio a questo proposito, ieri mattina, si sono presentati in aula l’imputato e il fratello gemello, meccanico di professione, entrambi vestiti con una tuta simile a quella descritta dalle signore. La tattica della difesa serviva a insinuare il dubbio che l’imputato, per la forte somiglianza, poteva essere confuso con almeno un’altra persona: il fratello. Ma l’accusa non si è scomposta.
“Se processassimo il fratello si direbbe sicuramente innocente. Quindi?”, ha incalzato il pm Massimiliano Siddi, che ha chiesto e ottenuto la condanna dell’uomo a sei mesi di reclusione.
Il 45enne potrà beneficiare della condizionale, l’istituto che consente di restare a piede libero quando la pena è inferiore ai due anni, come in questo caso.
La difesa deciderà se fare appello dopo le motivazioni della sentenza, che arriveranno entro due mesi.
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