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Primarie del centrosinistra - Il tesoriere dei Ds Ugo Sposetti minimizza la portata dello tsunami Renzi

“Vincerà Bersani, non ci sono dubbi”

di Paola Pierdomenico
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Ugo Sposetti

– “Al ballottaggio vincerà Bersani”.

All’indomani delle primarie del centrosinistra che hanno di fatto registrato il successo politico di Matteo Renzi, i politici dell’area Bersani sembrano nascondersi dietro un dito. Tutti a parlare della straordinaria affluenza ai seggi e nessuno che si preoccupa della percentuale ottenuta dal sindaco di Firenze che trascina il segretario del Pd al ballottaggio (risultati *  fotocronaca).

Anche Ugo Sposetti, analizzando il voto, sembra raccontare con sufficienza una storia risentita con un finale altrettanto scontato. L’uragano Renzi pare non averlo nemmeno sfiorato. Era tutto previsto, così come la vittoria di Bersani domenica prossima.

Cosa ne pensa dei risultati delle primarie?
“Intanto – premette Sposetti – è stata una grande giornata. Una giornata sulla quale Bersani aveva contato molto e sulla partecipazione ha avuto ragione. Così gli elettori del centrosinistra hanno confermato il loro giudizio positivo sulle primarie. Bersani ha avuto un successo con il 45,3 per cento, considerando che di fronte aveva altri quattro candidati che hanno ottenuto risultati significativi, in particolare Renzi e Vendola”.

Più che il risultato di Bersani, non la stupisce quello ottenuto da Renzi?
“No – risponde secco -. Assolutamente no, anzi, lui era convinto di vincere altrimenti non avrebbe scelto di scendere in campo”.

Sì, ma al di là delle convinzioni di Renzi, lei si aspettava questa percentuale?
“Il risultato di Viterbo e provincia rispecchia il trend nazionale con Bersani a oltre il 44 per cento e Renzi al 36. Quello che è successo nel capoluogo dipende dal fatto che c’è un forte distacco dalla politica. Siamo stati i primi a esserci cimentati col giudizio dei cittadini e siamo stati penalizzati”.

Penalizzati a Viterbo e non solo. Renzi ha ottenuto buoni risultati anche in alcune delle storiche roccaforti rosse della provincia come Tarquinia e Civita Castellana…
“Se confrontiamo il risultato con quello del 2009, il risultato del segretario nazionale è in linea con quello di tre anni fa. In fondo già allora Viterbo non votò Bersani. Bisogna avere sempre dei raffronti per dare un giudizio corretto”.

Per le  comunali, invece, come pensate di procedere nella scelta del candidato?
“Beh, adesso cerchiamo di portare la gente a votare domenica. Da lunedì, ci penseremo”.

Come si comporterà per il ballottaggio?
“Lavorerò come ho sempre fatto”.

Certo, ma come cercherete di confermare e aumentare il risultato?
“Ma è certo che si vince – risponde senza mezze misure -. Non ci sono discussioni”.

E’ sicuro dunque che che vincerà Bersani?
“Certo, lei ha qualche dubbio?”, dice a sua volta quasi a chiedere una banalità.

Secondo lei la classe dirigente locale è stata in grado di fronteggiare il fenomeno Renzi?
“Ma perché deve esserlo – afferma concitato – è un iscritto al Pd”, aggiunge con superiorità.

Bersani ha dietro un apparato ben più solido rispetto a quello di Renzi, però…
“Ma che significa. Che c’entra l’apparato… anche loro lo hanno. E’ un anno che lavorano per questo… Leopolda uno, Leopolda due, Leopolda tre… sono cose che sono partite da lontano e poi non ho capito che apparato intende… “.

L’apparato di partito che c’è dietro il segretario nazionale del Pd…
“Beh e se uno ha le televisioni vicine … Le rispondo educatamente, dicendo che il suo giornale, che un giorno sì e l’altro pure mi attacca, vale più dell’apparato…”.

Dice?
“Beh – afferma, ridacchiando nervosamente – altrimenti non ho capito perché tenete aperto il giornale”.

Alla luce di questo risultato, secondo lei, non è tempo che diate spazio ad altra gente, a una nuova classe politica?
“A Viterbo mi pare ci sia una classe dirigente giovanissima”.

E a livello nazionale?
“In questo senso – sostiene – il rinnovamento è già avvenuto, la segreteria di Bersani è tutta sotto i 40 anni”.

Per quanto riguarda lei invece?
“Spero di campare fino a 120 anni e di essere sempre impegnato e vicino alle necessità delle famiglie. Come ho fatto sempre. E’ un delitto questo?”.

Paola Pierdomenico


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27 novembre, 2012

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