– Bersani vince (nella Tuscia), Bersani perde (a Viterbo): non dipende solo da un sindaco o da un assessore in grado di mobilitare gli elettori. C’è dell’altro (risultati * fotocronaca).
“Eravamo consapevoli fin dall’inizio – dice il segretario provinciale Pd Andrea Egidi – di dover costruire sul territorio una vasta mobilitazione politica, dibattito, contenuti, riflessioni. Dove non abbiamo ottenuto il risultato sperato è dipeso anche da questo e non solo da movimenti interni o da un sindaco, un assessore o da chi ha gestito per anni il potere e ora fa il giovane con Renzi”.
Il 2 dicembre c’è il ballottaggio. “Bersani vince – continua Egidi – se rafforziamo l’iniziativa politica, consapevoli che non abbiamo perso le primarie in provincia, perché stiamo dentro al dato nazionale. Dobbiamo guardare al paese e non ai fatti nostri.
Non scordiamoci poi dell’alta parecipazione, in base ai residenti quella nella Tuscia è stata la più alta nel Lazio. Un fatto enorme.
I viterbesi domenica sceglieranno il candidato presidente del consiglio, la discussione spero che ci aiuti. Di Bersani sappiamo cosa vuol fare con il lavoro, i precari, le tasse, E Renzi?”.
In provincia il dato si allinea al nazionale, le primarie anche nella Tuscia incoronano Bersani, ma resta il sorpasso di Renzi a Viterbo città, dove tra poco si vota. Sconfitta pure in altri centri importanti, Civita Castellana e Tarquinia per citarne un paio. Che fa, si dimette da segretario provinciale?
“Assolutamente no. Non è il risultato di Viterbo che potrebbe motivare una scelta simile, anche perché non si tratta di elezioni o di un congresso Pd. Senza contare, ripeto, che la provincia è in linea col dato generale. Certo, tutto il resto va approfondito”.
Come mai la città dei papi è finita in mano a Renzi, che è riuscito a sconfiggere i “magnifici 3” Sposetti, Fioroni e Parroncini? “Viterbo risente più d’altre realtà di un voto d’opinione maggiormente strutturato. Secondo me è mancata un po’ di riflessione politica in questi giorni. Bersani doveva essere rafforzato con iniziative più visibili.
E’ stato fatto un lavoro straordinario, più legato al corpo a corpo con il singolo elettore. 1200 voti solo nella città non sono pochi. Non avendo però lavorato sulla costruzione di un messaggio pubblico, non sono saliti, diversamente da come ha fatto Renzi.
In centri dove è stata costruita una mobilitazione, assemblee, banchetti e volantinaggi per le primarie, sono state vinte”.
Nel capoluogo poi: “Un pezzo di centrodestra, imploso in assenza di riferimenti, è inevitabile che abbia guardato con interesse verso Renzi. C’è chi lo ha votato. In modo organizzato o no, questo non sono in grado di dirlo. Magari qualcuno avrà pensato d’utilizzarlo per sfasciare il Pd”.
C’è il voto sfavorevole pure a Tarquinia. “Ma lì pezzi importanti dell’amministrazione comunale si sono schierati con Renzi, come il presidente dell’università agraria, un’istituzione del territorio”.
Civita Castellana? “Un’altra storia. Renzi il primo settembre era lì, parte del comune era con lui, hanno lavorato e ottenuto un risultato”.
Sembra una corsa a due, ma ce n’erano cinque di candidati alle primarie. Ridotti poi a due.
“Lo scontro più atteso era Bersani – Renzi, ma Vendola ha ottenuto il 17%. E’ stato un percorso importante anche in vista della costruzione di un’alleanza più solida. Ci hanno aiutato a costruire un rapporto più stretto tra Pd e Sel. Alla fine ai seggi e alle iniziative in molti casi eravamo insieme”.
Concludendo, in attesa de 2 dicembre? “Ringrazio tutti i 3700 elettori di Viterbo e mi auguro che possano diventare patrimonio di un’operazione più larga e complessiva”.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY