– “Correte ho ucciso mio marito a coltellate”.
Ha chiamato agitata la polizia per confessare un omicidio, ma gli agenti una volta arrivati a casa non hanno trovato nessuna scena del delitto.
In casa c’erano solo la donna ubriaca e il marito in perfetta salute.
Ieri al tribunale di Viterbo si è svolto il processo a carico della donna accusata di procurato allarme presso l’autorità.
La difesa, rappresentata dal legale Giuseppe Picchiarelli, ha sostenuto che non ci fossero prove che la chiamata arrivata al 113 fosse partita dalla donna.
A conclusione dell’udienza, il giudice Eugenio Turco ha assolto la donna per non aver commesso il fatto.
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