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Macchina del fango - Il giornalista interrogato venerdì a Civitavecchia: "La vicenda, per me, è già conclusa. Mi sento parte lesa"

Diaconale: “Sì, sono indagato per corruzione”

di Stefania Moretti
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Arturo Diaconale

Arturo Diaconale: “Sì, sono indagato per corruzione”.

Alla fine lo ha saputo anche lui. Il direttore del quotidiano L’Opinione delle libertà si dichiara coinvolto nell’inchiesta aperta a Civitavecchia su terme, elezioni e macchine del fango. Un fascicolo in cui risultano indagati due suoi colleghi viterbesi, l’ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini e l’imprenditore Giuseppe Sarnella.

Già mesi fa qualche giornale dava per certa l’iscrizione di Diaconale nel registro degli indagati. Lui lo sa da quattro giorni.

“Mi è arrivata una convocazione in procura mercoledì – dice -. E’ con quella che sono stato messo al corrente di essere indagato. Non ho mai ricevuto avvisi di garanzia, al riguardo”.

Quindi non è stato lei a chiedere l’interrogatorio?
“E come facevo? Non sapevo neanche di essere indagato… è stato il pm a volermi sentire e venerdì, alle 10,30, mi sono presentato in procura”.

L’ipotesi di reato è corruzione?
“Beh… io non ho capito bene chi sarebbe il corruttore e chi è il corrotto. Non ne ho la più pallida idea, quindi… Non avendo ricevuto denaro e non avendo rapporti con certe persone, mi sembra un po’ difficile…”.

Ma l’ipotesi di reato è corruzione?
“Sì, è questa. Per corruzione… Ma per quanto mi riguarda non c’è stata nessuna corruzione”.

Cosa ha detto al magistrato?
“Che il tempo è bello e che passeggiavo per i campi in attesa che qualcuno venisse a rimestarmi in vicende in cui non sono assolutamente coinvolto. Ma che domande mi fa? Ho detto al magistrato quello che ho ritenuto: che non ho avuto una lira e non ho fatto campagne diffamatorie, che sarebbero le accuse che mi sono state contestate”.

Quanto è durato l’interrogatorio?
“Circa un’ora. In ogni caso, il pm mi ha detto che se avanzerò una richiesta di archiviazione, la accetterà”.

Pensa di presentarla a breve?
“A brevissimo. La vicenda, per me, di fatto è già conclusa e mi sento parte lesa. Parte lesa gravemente, perché faccio questo mestiere da quarant’anni ma in questa occasione è stata buttata un’ombra sulla mia onorabilità. Un’ombra pesante, grave, insostenibile e inaccettabile. Credo anche che qualcuno me l’abbia voluta gettare addosso. Quando l’avrò identificato mi regolerò di conseguenza”.

Nello stesso giorno, che lei sappia, è stato ascoltato anche l’imprenditore Sarnella?
“No. Io e Sarnella mica siamo una coppia. Non l’ho visto”.

Stefania Moretti


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11 novembre, 2012

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